Lutto
Authority, il Tar ferma il ministro
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Il sindaco Cosimi (a destra) e il presidente dell’Authority Piccini al taglio del nastro alla banchina 75Terna bis, tutto congelato fino al 12. E il Comune manda una diffida a Matteoli
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LIVORNO. L'ultimo atto della telenovela-Authority vede l'ingresso in scena del Tar: alla vigilia di Natale ha depositato le tre pagine dell'atto che mette nel freezer la patata bollente dell'iter di nomina. L'ha fatto con un decreto cautelare che accoglie l'istanza di sospensiva che, contro il respingimento della terna da parte del ministro Matteoli, era stata presentata da Roberto Piccini, presidente uscente dell'Autorità portuale livornese e ora ricandidato da tre istituzioni su quattro. Lo stop ordinato ai quattro enti - Comune e Provincia di Livorno, Comune di Capraia, Camera di commercio - suona in realtà come un altolà al ministro Matteoli. L'ha firmato il presidente della prima sezione del Tribunale amministrativo di Firenze. In via d'urgenza, dunque: la prima udienza in calendario era il 12 gennaio ma, a dar retta alla lettera con cui il ministro aveva rimandato al mittente la terna, entro Befana le istituzioni locali avrebbero dovuto spedire i nuovi nominativi. Solo che se queste ultime avessero rispettato la scadenza imposta e avessero messo in pista un nuovo stock di candidature, avrebbero di fatto mandato in soffitta l'ipotesi Piccini e ne avrebbero perciò leso i diritti. Il decreto del Tar mette nero su bianco due sottolineature. L'una: il "congelamento" riguarda solo una settimana, un periodo di tempo talmente breve da non recare «nessun apprezzabile pregiudizio per l'interesse pubblico». L'altra: si citano i «delicati profili coinvolti nella vicenda in esame», dunque è da capire se e quanto c'entrano le ragioni al centro del ricorso di Piccini. Come lo "sviamento di poteri": cioè, detto in estrema sintesi, l'ostilità di Matteoli contro Piccini l'interesse personale e politico prevale su quello pubblico (e qui rispunta fuori il carteggio, girato da Piccini alla magistratura, in cui l'allora commissario Lenzi invitava il ministro Matteoli a atti e iniziative che mettessero fuori gioco i "comunisti" presenti in porto). L'altra novità arriva da Palazzo Civico ed è doppia: da un lato, il Comune anziché presentare un proprio ricorso al Tar ha deciso di inserirsi - o, come si dice nella terminologia specifica, "insinuarsi" - nel ricorso presentato da Roberto Piccini. Dall'altro, ha messo nero su bianco una diffida al ministro perché Matteoli dia le motivazioni che lo hanno portato a respingere indietro i nomi della prima terna. Questa seconda mossa indebolisce il ricorso perché offre la palla al ministro, è stata la reazione di alcuni fra i collaboratori di Piccini. Al contrario, si tratta di due strade differenti ed è solo così che si stana il ministro sul fronte della leale collaborazione fra gli enti, è quanto riferiscono fonti vicine a Palazzo civico.
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