Il Tirreno

Livorno

Natale con la pioggia e con il nuovo anno torna il grande freddo

Venerdì 17: la fitta nevicata sul lungomare
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Venerdì 17: la fitta nevicata sul lungomare

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 LIVORNO. Uno sbalzo termico di più di 23 gradi (23,2 per la precisione), in nemmeno una settimana, con lo scirocco e la pioggia che hanno sostituito in un amen tramontana e ghiaccio. E adesso, dopo un Natale che si prospetta assai bagnato (di pioggia), col nuovo anno ci sta per arrivare tra capo e collo un'altra botta di freddo, gelo e neve.  Ecco cosa prevede per questi giorni di feste natalizie il professor Giampiero Maracchi, biometeorologo che dirige il Cnr di Firenze, uno dei massimi studiosi (e previsori) del nostro meteo e clima. «Dopo le gelate dei giorni scorsi è arrivata una circolazione di aria calda da sud, con venti di scirocco - spiega il professore - e per i prossimi giorni, quindi compreso il Natale, dobbiamo aspettarci giornate piovose con temperature abbastanza alte per il periodo. Poi, intorno al 26, ci dovrebbe essere una breve pausa, forse accompagnata - ma non è sicuro - da un leggero abbassamento delle temperature, che sarà seguita da altre giornate leggermente migliori, ma sempre con il transito di varie perturbazioni».  Ma il metereologo annuncia un ulteriore cambiamento del meteo per il periodo a cavallo tra la fine del 2010 e l'arrivo del nuovo anno. «Con questa distanza temporale non possiamo essere molto precisi come date - spiega Maracchi - ma per questi giorni, o al limite poco dopo, è in arrivo sulle nostre zone un'altra ondata di gelo con l'irruzione di aria fredda dalla Siberia. E visto che in questo periodo è annunciato anche il passaggio di una perturbazione, è estremamente probabile che dovremo affrontare altre nevicate».  Questo il fronte previsioni: Ma come si spiega il massiccio sbalzo di temperatura di questi giorni, che ci ha visto passare dal clima sottozero di venerdì 17, giorno della nevicata, a quello perlomeno autunnale di ieri?  «E' relativamente semplice, visto che è cambiata la circolazione generale dell'aria, con quella proveniente da sud che in pochissimo ha sostituito quella da nord - spiega il professor Maracchi - questo fatto non è eccezionale, anche se è stato certamente repentino. Il vero problema, che ha causato questi sbalzi così ampi è che nelle zone tropicali l'aria è diventata molto più calda rispetto agli anni scorsi, e quindi è arrivata sulle nostre regioni con una temperatura molto più alta di quello che era normale a suo tempo».  Maracchi sottolinea che questo fenomeno, se è sembrato strano a molte persone, non lo è stato per gli studiosi come lui: «Avevamo visto questo aumento delle temperature ai Tropici - precisa - e quindi ci aspettavamo una conseguenza di questo genere una volta che fossero arrivati da noi i venti meridionali». R.C.

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di Redazione web