Il Tirreno

Livorno

Ma c'è anche la città che funziona

«L'orizzonte non è tutto nero, guardiamo De Tomaso e Azimut»

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 LIVORNO. «Questo è stato un anno di dolori e soddisfazioni. Si può dire di tutto, ma non che non ci sono state da parte della giunta passione politica e vicinanza ai cittadini: vorrei che per una volta si cercasse di non vedere solo nero». Il sindaco Cosimi prova a gettare il cuore oltre l'ostacolo, snocciolando quelli che a suo dire sono i «punti di forza della città e di questa amministrazione».  Cosimi parte dal bilancio e dice: «Non solo è sano ma è portato ad esempio dagli altri enti». Poi lavoro, giovani, università.  Certo parlare oggi di successi nell'occupazione sembra stonato. «Ma vorrei ricordare - interviene Cosimi - due realtà che sono un punto di eccellenza e di speranza. La prima è Benetti, che nonostante la crisi non ha fatto fare ai lavoratori livornesi neppure un'ora di cassa integrazione. Poi De Tomaso: il percorso europeo per i corsi di formazione è ancora in piedi, ma oggi possiamo dire che questo è un segmento produttivo su cui scommettere. Chi lo avrebbe fatto?».  Dal mondo del lavoro a quello della scuola, con gli studenti in piazza, il passo è breve. «Nel '68 - chiude Cosimi - i ragazzi sognavano la rivoluzione, adesso rischiano di vedere spazio solo per la rivolta. Sia chiaro: siamo contro la violenza, ma quella che sta esplodendo è la rabbia di chi non ha prospettive. Da una parte dobbiamo incoraggiare il talento: basta parlare di fughe, ci sono tanti ragazzi che ricoprono incarichi importanti. Dobbiamo aiutarli a costruirsi il futuro, a trovare casa. E in questo senso l'unica risposta è il canone concordato: perché non mettere insieme sforzi pubblici e privati se è per l'interesse collettivo?».

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