Il Tirreno

Livorno

Il Natale speciale di Tommaso Finalmente una vita normale con un rene donato dal papà

Gianni Rosini
Il piccolo Tommaso con la mamma la livornese Stefania Mariotti alle giostre
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Il piccolo Tommaso con la mamma la livornese Stefania Mariotti alle giostre

La mamma: è cresciuto troppo in fretta, ora stiamo cercando di recuperare quella parte d'infanzia che non ha vissuto

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 LIVORNOSiamo in pieno periodo natalizio, si dona e si ricevono regali. Ma ci sono regali diversi dal fine settimana in montagna, dal videogioco nuovo per il figlio o dal gioiello per la fidanzata. Ci sono regali che nessun altro dono potrà mai eguagliare, regali come quello che ha ricevuto Tommaso Re, un bambino di appena 5 anni, nell'agosto 2009 da suo padre: la vita. La storia di Tommaso (che avevamo a suo tempo raccontato) è quella di un bambino nato con una malformazione alla valvola uretale posteriore che causava un reflusso, danneggiando i suoi reni. Dopo un lungo periodo d'attesa, ecco, finalmente la svolta così tanto attesa tra angoscia e speranza.  Un lungo periodo in attesa di un organo nuovo ed un giorno la vita di Tommaso è cambiata: i genitori riuscirono a entrare in contatto col professor Ugo Boggi dell'ospedale pisano di Cisanello. Boggi li mise di fronte alla possibilità di effettuare un trapianto da padre a figlio, il primo in Italia. Il 19 agosto 2009 Pier Enrico Re donò a suo figlio un suo rene, regalandogli una vita normale, come ogni altro bambino della sua età.  Pochi giorni fa, ad un anno e 4 mesi di distanza, l'Associazione per donare la vita Onlus ha organizzato una festa in onore di Tommaso e alla quale hanno partecipato, oltre al festeggiato ed altri numerosi bambini, la madre Stefania Mariotti, livornese, il professor Ugo Boggi e il presidente dell'Associazione per donare la vita, Giovanni Venditti.  Oggi Tommaso è un bambino felice, che può fare sport, mangiare ciò che vuole e giocare con gli altri bambini. Come testimonia la madre livornese, «Tommaso è un bambino che è cresciuto troppo in fretta rispetto ai suoi coetanei, è sempre stato a contatto con persone adulte e per questo ha sviluppato un modo di pensare e di esprimersi più maturo rispetto ai suoi compagni. Adesso stiamo cercando di recuperare quella parte di infanzia che non ha potuto vivere, tenendolo a stretto contatto con gli altri bambini».  La famiglia, che vive ad Alessandria, ha vissuto a Tirrenia i sei mesi successivi all'intervento, in modo da poter portare due volte a settimana il figlio a Cisanello, per i controlli ai quali doveva essere sottoposto. Oggi, il bambino e i suoi genitori sono tornati nella loro città e Tommaso svolge dei controlli ogni due settimane che non gli impediscono di condurre una vita normale e di integrarsi con i suoi coetanei.  Il caso di Tommaso è servito anche a favore della donazione. Infatti, quando lui si è operato, la legge non prevedeva che un donatore di organi potesse usufruire del permesso retribuito al lavoro. Dopo il suo caso, il ministro Sacconi chiese un'interrogazione parlamentare per tutelare i donatori di organi. Oggi la legge prevede che chi dona un organo usufruisca del permesso retribuito.  Tommaso è ancora piccolo e non può capire l'importanza della sua storia, ma quando sarà più grande e ripenserà ai regali ricevuti e a quelli che nessuno gli ha mai fatto, si ricorderà che il regalo più grande lo ha ricevuto da suo padre il 19 agosto 2009.

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di Redazione web