Gioco
Cosimi: caro Matteoli, niente diktat
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PORT AUTHORITY. Il presidente Roberto Piccini nel suo studio a Palazzo Rosciano E ora riprende quota l'ipotesi del super-manager
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LIVORNO. «Il ministro Matteoli può minacciare il commissariamento quanto vuole. La procedura dice un'altra cosa: fra i nomi indicati dalle istituzioni locali il ministro può scegliere o rinviare indietro la terna motivando perché. Se il doppio tentativo va a vuoto, lui deve cercare l'accordo con il presidente della Regione». Il sindaco Cosimi risponde picche al ministro cecinese che a mezzo stampa gli ha appena mandato una sberla come reazione all'annuncio del ricorso: ho il pallino in mano, deciderò io e stop. E se a Palazzo civico, a fine brindisi augurale, il presidente uscente dell'Authority Roberto Piccini si rinchiude con Cosimi nella stanza del sindaco, per tutta la giornata nel tam tam fra le banchine e i Palazzi delle istituzioni torna ad aleggiare il fantasma del "cavaliere bianco": un manager di prestigio che, con la benedizione anche del governatore Enrico Rossi, dovrebbe evitare che l'iter della nomina diventi la telenovela-bis rispetto al dopo-Marcucci. Non è tutto. Nell'ultima seduta del consiglio camerale, il presidente della Camera di commercio Roberto Nardi (che è anche uno dei candidati della terna seppur con uno strappo da Comune e Provincia) ha messo in pista uno scenario giuridico di fronte alla richiesta del ministro di fornire una seconda terna: alcuni enti vanno allo scontro facendo ricorso al Tar (e dunque si rifiutano di indicare nuovi nomi) ma potrebbe esserci un ente che invece manda un ventaglio di segnalazioni. Quanto basta per far scegliere il ministro (e dribblare il ricorso). «E' solo una ipotesi di scuola, non ho intenzione di presentare una terna bis», dice sorridendo Nardi («oltretutto mentre Cosimi e Kutufà possono decidere da soli, la norma prevede che per la Camera di commercio sia l'insieme della giunta a decidere»). E il sindaco? Si toglie qualche sassolino dalla scarpa. In modo criptico: «Bisognerebbe cominciare a distinguere chi rappresenta cosa e cosa rappresenta chi». In modo meno implicito con una frecciata a Nardi: «Prima il presidente della Camera di commercio era un esponente prestigioso dell'economia locale, ora lo indicano le categorie». L'ultima sottolineatura è una strigliata nel segno del paragone con Ningbo, scalo cinese che vale da solo più di tutta l'Italia in fatto di traffico container: «Bisognerebbe cominciare a occuparci un po' di strategie e visioni che vadano al di là dell'imboccatura del porto». Come dire: far fuori Piccini significa cercare lo sviluppo arraffando una quota maggiore di potere dentro il porto anziché provare a reggere la sfida con la Spagna che cammina a velocità due-tre volte più forte. M.Z.
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