Il Tirreno

Livorno

COSÌ PARLÒ MAURIZIO

Alberto Sordi aveva paura dei portuali in prima fila

Maurizio Micheli in primo piano
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Maurizio Micheli in primo piano

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 Ho ripreso a venire in zona a fare vacanza da cinque anni, dopo alcune estati passate a Capri. Invecchiando mi è venuta voglia di radici e di risentire parlare la lingua che mi ha dato i natali.  Ho vissuto anni a Bari, a Milano, a Bologna, a Roma. Ma la mia città è Livorno e delle altre, soprattutto di Roma, mi sento solo ospite. Qui sento gli odori dell'infanzia: il mare, la torta di ceci che mangiavo e mangio tuttora da Seghieri, le triglie che cerco in tutta Italia, ma non trovo mai così buone...  Il Goldoni di un tempo era un cinema di seconda visione, dove andavo spesso con gli amici in estate. Poi è diventato un cinemaccio. Ma adesso per fortuna, grazie a chi ha fatto di tutto per salvarlo, invece di costruirci negozi o appartamenti, è una meraviglia che fa onore alla città.  Il carattere dei livornesi però è troppo aggressivo e distruttivo. Ricordo che quando raccontavo che volevo far e l'attore mi prendevano per il c... «Dè, fa l'attore! Bellino, e sei Gassman! Ma vai vai...». Se avessi avuto un carattere fragile sarei crollato, invece me ne infischiavo e andavo avanti.  I livornesi sono per non fare. In estate, nel pomeriggio, io andavo al teatro Margherita a vedere l'avanspettacolo. I miei amici mi dicevano: «Ma te sei fissato! Via vieni con noi che si va a mangia' al mare».  Adesso passo l'estate a Castiglioncello e quest'anno sono tornato a Livorno ai bagni Pancaldi, dopo tanto tempo che non ci andavo più. Li ho trovati un po' peggiorati e meno chic di una volta, ma poi ho dormito all'Hotel Palazzo, che per anni, quando ero ragazzino, è stato nell'immaginazione un po' il mio piccolo Grand Hotel di Rimini, e l'ho trovato restaurato molto bene, anche se ora non è più inarrivabile e ci vanno i gruppi organizzati.  La Castiglioncello della mia giovinezza mi ha fatto vedere un mondo che adesso non c'è più. Ero molto amico di Paolo Panelli: tre anni fa mi hanno proposto di affittare la casa che era sua, e l'ho presa con grande piacere, perché lui me ne parlava sempre.  Ho conosciuto anche Alberto Sordi con cui ho fatto il film "Sono un fenomeno paranormale". E il regista Enzo Trapani, Paolo Ferrari, Renzo Montagnani. Adesso molti personaggi non ci sono più ma Castiglioncello, anche se è diventata più popolare, è sempre bellissima.  Sordi, parlando di Livorno, mi raccontava che quando ci andava per fare uno spettacolo, vedendo in prima fila i portuali, con certi muscoli da far paura, cercava di moderare le battute per paura che lo picchiassero.

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di Redazione web