Gioco
Al processo a Bottoni e Pinucci per riciclaggio
Il priore racconta le spese per costruire l'Aula Mariana
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LAula Mariana del santuario di Montenero 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Sacerdoti protagonisti, sul banco dei testimoni, al processo per l'Aula Mariana di Montenero, nel quale sono imputati con le accuse di riciclaggio il costruttore edile Piero Bottoni, difeso dagli avvocati Anna Francini e Giancarlo Padovan, le figlie Benedetta e Lavinia, difese dall'avvocato Alberto Uccelli e il consulente massese Giuseppe Pinucci, difeso dall'avvocato Tuccari. L'udienza di ieri, davanti al collegio composto dal presidente Antonio Del Forno, con giudici a latere Antonio Zucconi e Elsa Iadaresta, vedeva la pubblica accusa rappresentata dal pm Massimo Mannucci e la parte civile, per i monaci vallombrosani, dall'avvocato Fedrico Fischer. Il momento clou è statao quando padre Ildebrando Cascavilla, l'ex priore del santuario di Montenero ha risposto alle domande del pm e dei legali. In particolare l'anziano presule ha detto di aver pagato alcuni lavori, per circa 500 milioni, in nero «credendo di far risparmiare qualcosa alla congregazione», ma che la stragarande maggioranza delle somme venivano pagate a presentazione di fatture sull'avanzamento lavori. Padre Ildebrando, che ha già patteggiato un anno e 4 mesi per appropriazione indebita, ha spiegato «i suoi errori» in aula, ricordando anche di aver falsificato la firma dell'abate generale dei Vallombrosani, padre Antonio Russo, per ottenere un mutuo dalla Banca Toscana per pagare dei lavori imprevisti, un muro di sostegno, all'aula mariana. Padre Ildebrando ha anche spiegato che, dopo che venne scartato il progetto dell'architetto Furlan, si ricorse all'architetto Natalini come progettista e all'ingegner Valente come direttore dei lavori su indicazione del Comune. E' stata poi la volta dell'abate generale. Padre Russo ha spiegato che il priore non avrebbe dovuto accedere le sue competenze, ovvero quelle delle spese ordinarie, e che invece fece cose che non avrebbe dovuto fare. Allo stesso tempo ha sostenuto che c'erano diverse cose che non tornavano nei conti, tanto che alla fine è stato chiesto un arbitrato. Allo stesso tempo padre Russo ha anche spiegato di non sapere come si arrivò alla scelta del progettista Il processo è stato aggiornato al 26 gennaio prossimo.
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