La protesta
Montenero, discariche abusive con vista
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Al centro Peter DAscenzo e Luca Tacchi (Pdl) indicano un cumulo di cartongesso non smaltito. Ai lati due discariche abusive in via del Tirreno Nei boschi ci sono decine di rifiuti pericolosi: il Pdl va in Procura
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LIVORNO. In via del Tirreno il nuovo cumulo di rifiuti è apparso solo pochi giorni fa: eternit, bitume, pezzi di gomma, un camion intero di macerie. Se ne sta lì, sul ciglio della strada. Come la punta di un iceberg: perché basta affacciarsi lungo la scarpata che guarda al mare per trovare metri e metri di spazzatura. Una discarica abusiva di materiali anche pericolosi. Una delle tante che fanno da cornice al circuito che porta a Montenero. A denunciare ancora una volta «l'insostenibile degrado della panoramica più bella di Livorno» è il consigliere della Circoscrizione 5, Luca Tacchi, eletto tra le fila del Pdl. «Nel 2007 - interviene - Arpat e Aamps individuarono più di dieci discariche abusive lungo le strade che portano al Santuario. Fu informata anche la Procura della Repubblica. Ma i cumuli di immondizia (alcuni "storici" altri più recenti) sono ancora lì». «A ottobre - continua il consigliere - il gruppo del Pdl ha depositato in consiglio circoscrizionale un'interpellanza che mira a sensibilizzare Aamps e Comune, ma nonostante il limite di trenta giorni non è stata ancora discussa». Lungo via del Tirreno, dopo la scarpata degli orrori, spuntano batterie, televisori, mucchi di mattonelle. Perfino un bagno intero con tanto di lavandino, bidet e wc. Molti rifiuti sono costosi da smaltire e così finiscono lungo la panoramica. Ai piedi del monumento a Ciano, ad esempio, la vegetazione si confonde con una montagna di lastre di cartongesso termico che si stanno sciogliendo nel terreno: la ditta che le ha scaricate sulla collina ha risparmiato - si fa per dire - circa 30 euro al chilo. Peccato che pochi metri più in basso scorra anche un piccolo ruscello che, ironia della sorte, è accompagnato da un cartello che indica la presenza di una riserva di cinghiali. «La legge in materia di discariche abusive con rifiuti pericolosi - chiude Tacchi, insieme al rapprsentante dei giovani del Pdl, Peter D'Ascenzo - è chiarissima: sulla tempistica per la bonifica dei siti, sull'attribuzione di responsabilità e sui compiti delle amministrazioni comunali. Alcuni interventi sono stati fatti, ma ci sono discariche ferme da mesi: chi deve rimuoverle? Chi deve reprimere fenomeni di inciviltà? Siamo fuori dalla legge, se la situazione non cambierà ci rivolgeremo di nuovo alla Procura». J.G.
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