Il Tirreno

Livorno

La società: il prezzo è giusto

«Fornito all'ente un pacchetto completo di servizi»

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 LIVORNO. «Se la Provincia spendesse 400mila euro per 30 postazioni saremmo noi i primi a rabbrividire. Le postazioni rappresentano solo il 50-60 per cento del costo, il loro canone è di 150 euro al mese ciascuna. La realtà è che noi offriamo alla Provincia il pacchetto completo della gestione delle offerte di lavoro». Marco Giusti è il presidente della Sesamo srl, la società finita nell'occhio del ciclone per il costo delle postazioni per la ricerca del lavoro, sparse tra sedi comunali e Centri Impiego. «Nel prezzo di 396mila euro per tre anni sono comprese diverse cose» dice Giusti. Per cominciare, «la progettazione, realizzazione e installazione di trenta postazioni, concepite in modo da renderle accessibili anche agli utenti che non hanno familiarità con internet o con il computer». Ma la parte più importante del pacchetto è un'altra: «E' quello che c'è "dentro" la postazione. Con il nostro programma abbiamo informatizzato la gestione delle offerte di lavoro che arrivano dalle aziende». Nel prezzo è inclusa pure «la progettazione e la realizzazione del sito web del Centro Impiego». Sito che «viene immediatamente aggiornato da noi all'arrivo delle offerte, grazie all'informatizzazione delle modalità di inserimento». «Ci occupiamo - dice ancora Giusti - della manutenzione del database, della gestione degli account, della gestione dell'helpdesk operator e elaboriamo statistiche sull'andamento del mercato del lavoro». Tutto questo lavoro - il "pacchetto" insomma - «è stato progettato e realizzato a nostre spese ed è di nostra proprietà. Nel 2005 abbiamo stipulato una convenzione con la Provincia con la quale abbiamo concesso il pacchetto in affitto, dietro il pagamento di un canone di 100mila euro l'anno. La convenzione scade il 31 dicembre. Per il prossimo triennio la Provincia ha chiesto di diventare proprietaria del programma e del back office alla scadenza del contratto. Ecco spiegato l'incremento della spesa». I totem resteranno però di Sesamo. «Vero che ne mancano sei, purtroppo ci sono Comuni che non hanno aderito e altri che non hanno predisposto la rete. Ma, nell'ambito della nuova convenzione, la Provincia ci dirà dove metterli». L'altro dubbio corposo riguarda l'utilità e l'utilizzo delle postazioni. «L'utilità ci è attestata continuamente dai tanti disoccupati che utilizzano i "totem"». Quanto all'utilizzo delle postazioni, non ci sono dati al riguardo «ma con la prossima convenzione rimedieremo anche a questo problema». C.M.

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