Gioco
L’imprenditore di Fiultrasporti, socio di Palumbo, striglia la città: qui non c’è spazio per chi ha talento
«Il porto si svegli o ce ne andiamo»
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Eccolo con un amico speciale: Marcello LippiBeltramini: servizio scadente, pronti a portare via da Livorno migliaia di rimorchi
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LIVORNO. «Se Livorno non si sveglia, ce ne andiamo». Detto da un livornese, seppure amministratore delegato di un'azienda friuliana, fa anche più male. Il livornese è Paolo Beltramini, l'azienda è la Friultrasporti - la seconda azienda italiana nel traffico ro-ro per la Spagna - la minaccia è di dirottare le migliaia di semirimorchi che imbarca e sbarca a Livorno su altri porti. «E lo faremo, sul serio, se non migliorerà il servizio ai nostri camion. Nel porto di Livorno mancano gli spazi e si lavora veramente male. I trailer dei nostri clienti spesso vengono urtati o danneggiati oppure vengono stivati male a bordo in modo da compromettere il carico». Beltramini è un livornese giramondo, la sede dell'azienda è a Udine ma «a Natale mi sono fermato anch'io». Ed è qui, di fronte al nostro taccuino, ad esprimere il disagio di un livornese che vede poco a poco la propria città spegnersi. «Quello che è successo alla nostra azienda è solo un indice di quello che sta accadendo a Livorno». Passando dal particolare al generale, Beltramini vede «una città che non dà spazio alle tante eccellenze che pure ha», chiusa, pigra. «Qui non mancano i talenti dell'imprenditoria: penso, per fare qualche nome, a Caponi della Giorgio Gori, a Savino Del Bene, a Maneschi o, per uscire dal porto, alla Kayser. Ma sono diventati grandi a prescindere dalla città. Che fa di tutto per soffocare i talenti, le idee». Volete sentirne un'altra? «Spinelli nel 2004 poteva portare Lippi, che è mio amico, ad allenare il Livorno, ma non ha trovato la città. Spinelli è uno che ha fatto del bene». Altri talentuosi sono dovuti emigrare per emergere, come l'allenatore Allegri, «anch'egli mio amico». Esemplare, di questo declino, quello che avviene tutti i giorni sulle banchine. «Siamo baciati dalla geografia. Per quel che ci riguarda, non esiste collocazione migliore per le autostrade del mare. Livorno ha dietro un bacino vasto, che va dal Nord Est al Centro, e può metterlo in collegamento con la Spagna e il Nordafrica. Ma gli operatori devono scontrarsi con una miriade di handicap: i costi sono i maggiori insieme a Barcellona, gli spazi sono angusti, la professionalità delle maestranze inadeguata». Friultrasporti, pur essendo friulana, è in mani livornesi, il 50% della società è di Andrea Palumbo e il 35% della famiglia Beltramini. Negli ultimi anni, l'azienda ha scalato il settore dei trasporti via mare e adesso è seconda in Italia, con 12mila mezzi gestiti "door to door" nel 2010 e 35 milioni di fatturato. «Nel nostro piccolo possiamo dire che facciamo tendenza. A Livorno abbiamo in mano il 50-60% del carico per la Spagna e Grimaldi, che è il nostro vettore, ha grandi piani per lo scalo. Vuole passare in pochi anni dagli attuali 20mila a 100mila mezzi e farne il suo porto di riferimento in Italia. Ma Livorno lo vuole?». Beltramini se lo domanda a ragione: Grimaldi ha un piano importante per Livorno ma l'Autorità Portuale, ad esempio, non ha dato l'ok per lavorare le navi alla banchina Sintermar, e sulla scelta dell'armatore napoletano si sono scatenate polemiche paralizzanti. «E invece bisognerebbe concentrarsi sul miglioramento della qualità del servizio. Ora speriamo che con Sintermar la situazione migliori. Altrimenti saremo costretti a dirottare il nostro carico su altri porti».
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