Il Tirreno

Livorno

Gli studenti fanno lezione seduti sotto i portici Protesta anti-Gelmini

Lo striscione affisso dagli studenti al porticato di piazza Grande: dietro i ragazzi seduti in terra fanno lezione. A dx un manifesto
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Lo striscione affisso dagli studenti al porticato di piazza Grande: dietro i ragazzi seduti in terra fanno lezione. A dx un manifesto

In piazza Grande con zaini, libri e manifesti «Diventerà un appuntamento fisso mensile»

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 LIVORNO. Accovacciati sotto i portici di piazza Grande. Chini sui loro libri, appena sfiorati dalla fiumana dello shopping natalizio. Quaranta studenti hanno inscenato una singolare protesta contro la riforma Gelmini. «La più intelligente, composta, simpatica degli ultimi trent'anni - come ha fatto notare un passante. Ieri pomeriggio, per due ore, si sono ritrovati sotto i porticati per una lezione all'aperto, avvolti nei loro giacconi pesanti. Hanno steso i giornali e le coperte sul pavimento bagnato, si sono seduti in terra e hanno iniziato a studiare. Non prima di aver affisso uno striscione e due manifesti per spiegare ai passanti, noncuranti o scettici (uno dice «guardali, fanno finta di studiare») ma anche curiosi, interessati e spesso solidali, le ragioni di quella adunata.  «I veri studenti sono in piazza» c'è scritto sullo striscione,che rimanda alla ormai celebre frase berlusconiana sui «veri studenti, che stanno in casa a studiare». E sul manifesto attaccato alla colonna del porticato l'ironia si fa graffiante: «Studiare al freddo nuoce gravemente alla salute, ma non alla cultura».  Due ore al freddo, ma al riparo dalla pioggia. Sono studenti del Niccolini Palli, dell'Enriques, del Cecioni, dell'Orlando. Sul pavimento ecco squadernati testi di Lauristo, Seneca, Catullo, Cicerone. Si studia latino e greco, matematica e storia, e il brusio della folla sembra non distoglierli dalle loro letture.  «Siamo qui per dimostrare che non protestiamo solo per bigiare la scuola. Oggi è domenica» spiega Tommaso Ferraro, rappresentante di istituto del Niccolini Palli. «E poi cercavamo un'occasione per dare maggiore credibilità alla nostra azione. Qui la gente si ferma e quasi tutti ci incoraggiano». Giulia Pucci, rappresentante dell'Enriques, mostra un sacchetto di praline di cioccolato ricoperte di caffè. «Ce l'ha date un signore. Generi di conforto» scherza. Ma poi riprende, seria. «Siamo qui perchè vogliamo far capire ai livornesi che con il provvedimento della Gelmini tutti avranno meno possibilità di studiare». Un'idea, quella della lezione in piazza, «che è venuta a due di noi, dell'Enriques, due giorni fa. Poi c'è stata la neve e non abbiamo avuto modo di organizzarci». «Ma la prossima volta saremo di più - dice Maria Luigia Luzzi del Niccolini Palli - Vorremmo fare della lezione in piazza un appuntamento mensile». Arrivederci alla prossima.

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di Redazione web