Gioco
Finita l'occupazione dell'ex caserma
Federica Boldrini
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La braciata alla caserma Del Fante I manifestanti insistono: facciamo case nelle aree militari
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LIVORNO. Promettono nuove occupazioni perché, dicono, «con un'azione diretta è possibile riprendersi gli spazi». «Precari e precarie senza tetto» hanno occupato fino a ieri l'ex caserma Del Fante e hanno esposto in un'assemblea pubblica i motivi della due giorni di manifestazione. «Riconvertire ad uso abitativo, ma anche ricreativo e sociale, le caserme per far fronte all'emergenza casa». Questo in sostanza il messaggio che si è voluto mandare: «Una due giorni di denuncia verso un'amministrazione che non ha mai messo in atto una vera e propria politica abitativa: un deficit gravissimo che la politica locale si porta dietro da diversi anni e che non può far fronte a un'emergenza che con il tempo si va sempre più aggravando. Senza contare - hanno puntualizzato gli occupanti - che il sindaco non è stato in grado di strutturare percorsi o progetti al fine di arrivare ai finanziamenti regionali. Per questo pensiamo che sia opportuno iniziare un percorso coinvolgendo le famiglie che rischiano lo sfratto per decidere quali saranno le prossime mosse». Daria Faggi (Unione Inquilini) ha appoggiato in pieno l'iniziativa: «Considero la disobbedienza una virtù. Il sindaco non ha fatto e non farà nulla per far fronte all'emergenza. Le caserme sono di proprietà del Demanio è vero, ma dal 2007 il Comune avrebbe potuto acquistarle. Il primo cittadino avrebbe potuto presentare un progetto di recupero alla Regione che per il 2011 ha messo a disposizione per la Toscana 100 milioni di euro». Lorenzo Cosimi (Rifondazione Comunista) ha affermato infine quanto è stato fatto dal partito: «Abbiamo chiesto più volte una mappatura degli alloggi popolari disponibili. Ci appelliamo anche all'assessore al sociale Gabriele Cantù - ha detto il segretario - perché la situazione è veramente critica». Poi il sostegno ai ragazzi: «Azioni come questa servono perché l'emergenza abitativa è un problema di tutti, non solo di chi è sotto sfratto».
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