Gioco
Tolti dalle strade 35 senza tetto
Ospitati in albergo e al Sefa ma qualcuno resta al freddo
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LIVORNO. Sono 35 i senza tetto ospitati negli ultimi due giorni nelle strutture messe a disposizione dal Comune e dalla diocesi per rispondere all'emergenza gelo. Perché se freddo e neve sono un disagio quando c'è da tornare a casa o raggiungere il lavoro, per chi dorme sul marciapiede possono trasformarsi in un dramma. Per tutta la giornata di ieri - come riferisce l'assessore Gabriele Cantù - vigili urbani e polizia hanno invitato i clochard a raggiungere l'hotel Gran Sasso, convenzionato con il Comune, e il Sefa, ovvero il centro di accoglienza Arci gestito in accordo con l'istituzione ai servizi alla persona. In più la Caritas diocesana ha messo a disposizione quattro posti nella Casa d'Incontro di via Maddalena, di solito riservata ai detenuti in permesso e ai loro familiari. «Stiamo facendo il possibile - interviene l'assessore al sociale - per rispondere all'emergenza. Vigili urbani e polizia, insieme a squadre di volontari, stanno cercando di individuare le situazioni più drammatiche, anche se convincere chi ha bisogno a raggiungere strutture riscaldate e attrezzate non è sempre facile». In molti casi, infatti, soprattutto i ragazzi sotto i trent'anni si rifiutano di lasciare la strada: c'è il timore di essere identificati, o di perdere - anche se può sembrare un paradosso - quell'angolo di marciapiede, di portico "conquistato a fatica". «E' stato prezioso - chiude Cantù - l'intervento della Comunità di Sant'Egidio che ha portato in strada coperte e pasti caldi». Nei prossimi giorni, nell'atrio dell'Ipercoop, sarà predisposto un punto raccolta: abiti e cibo saranno consegnati alla Caritas. J.G.
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