Gioco
IL CASO
Mandate a casa, ma non possono scriverlo sul volantino
Federica Boldrini
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LIVORNO. Dal 31 dicembre saranno licenziati. Ma sembra che non possano dirlo, o meglio scriverlo. "Ristorante Sarni chiuso per sciopero causa licenziamento collettivo": con questo avviso infatti le 22 lavoratori e il direttore del punto ristoro al secondo piano del centro commerciale Le Fonti del Corallo avevano deciso ieri mattina di rendere pubblica la loro situazione, ma dai piani alti dell'ipermercato non è mancata la contestazione. Per la precisione, a far saltare la mosca al naso della direzione del centro, è stato quel "causa licenziamento collettivo". Così alle lavoratrici è stato chiesto che quell'espressione venisse sostituita con "causa problemi tecnici", oppure che fosse rimosso il volantino. "Hanno forse paura di un danno di immagine?", si sono chieste le donne incredule, le quali, per protesta hanno deciso di portare avanti uno sciopero ad oltranza. «E' assurdo - dicono sconcertate - l'azienda ha comunicato che ci manderà tutte a casa il 31 dicembre e questo sarebbe un problema tecnico?». Per loro sarà un Natale nero per loro anche percvheé l'amara notizia è stata confermata venerdì scorso in occasione dell'incontro tenutasi alla Direzione provinciale del lavoro tra l'azienda e i sindacati. Incontro nel quale i rappresentanti dell'azienda hanno ribadito la loro posizione. «Il rappresentante dell'azienda - dicono le lavoratrici - ha avuto il coraggio di dire che se non veniamo a lavoro gli facciamo solo un favore». In sede di incontro è stato confermato che non è stata accettata la proposta di chiedere la cassa integrazione. Voci raccontano di qualche manifestazione di interesse a rilevare il ristorante, ma la sindacalista Cgil Monica Cavallini è cauta: «E' vero - conferma - qualche voce c'è ma assolutamente niente di concreto e nessuna manifestazione di interesse reale». Le lavoratrici erano per la maggior parte assunte con contratto a tempo indeterminato e negli ultimi tempo c'erano state cinque nuove assunzioni a tempo determinato. «E pensare - ricorda qualcuno con amarezza - che ad agosto ci avevano dato pure il premio produzione».
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