Il Tirreno

Livorno

EMERGENZA

La diocesi sistema due famiglie nei bungalow del campeggio

Il direttore Caritas Enrico Sassano
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Il direttore Caritas Enrico Sassano

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 LIVORNO. Le due famiglie di origine marocchina sfrattate il 10 dicembre da un appartamento di Ardenza saranno sistemate in un alloggio di fortuna a spese della diocesi. I responsabili della caritas, incaricati dal vescovo Simone Giusti, stanno portando a termine gli ultimi dettagli: con ogni probabilità i due nuclei familiari - in tutto nove persone, tra le quali cinque bambini - saranno trasferiti all'interno di due bungalow in un campeggio della costa.  «Si tratta di strutture perfettamente attrezzate - chiarisce il direttore della Caritas diocesana, Enrico Sassano - che possono essere affittate mese per mese, dando una risposta immediata all'emergenza. Certo a costi notevoli».  Sassano spiega che «in questo momento trovare abitazioni sfitte (ma disponibili) è difficilissimo e quando si trovano hanno costi proibitivi: in giro non c'è niente a meno di 600-700 euro al mese». Lo stesso vale, più o meno, per i bungalow: circa 500 euro, con la differenza che rispetto agli appartamenti privati il contratto non è annuale, ma mensile.  Le due famiglie che hanno dovuto lasciare Ardenza dieci giorni fa saranno trasferite sicuramente prima di Natale, forse martedì o mercoledì. Il giorno dello sfratto (il 10 dicembre) avevano raggiunto il Comune insieme a una cinquantina di "abitanti precari" e ai rappresentanti dell'Unione inquilini per chiedere aiuto: una protesta accesa, che aveva preso piede proprio mentre a Palazzo Civico era in corso la seduta del consiglio comunale.  Una delle mamme sfrattate in mattinata si era sentita male: si era accasciata a terra in seguito a una crisi respiratoria ed era stata soccorsa dai volontari della Misericordia. Il Comune, per rispondere all'emergenza, ha sistemato per una settimana mamme, papà e bambini in albergo. Ma per il "dopodomani" non c'era alcuna certezza. «Ho incontrato i rappresentanti della diocesi - conferma l'assessore al sociale Gabriele Cantù - e c'è stata una collaborazione fattiva. Stiamo cercando di agire in modo coordinato per raddoppiare le forze». E' ovvio che la soluzione del bungalow non potrà durare in eterno: i componenti delle due famiglie hanno perso il lavoro qualche mese fa, ma non sono ancora riusciti a trovare un altro posto. J.G.

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