Il Tirreno

Livorno

Il Comune passa all'incasso

Il sindaco Cosimi (a destra) e l’assessore Nebbiai
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Il sindaco Cosimi (a destra) e l’assessore Nebbiai

Nebbiai: staneremo i morosi concentrando le riscossioni in un unico ufficio

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 LIVORNO. Non sarà del tutto vero che la mano destra non sa quello che fa la sinistra, ma certo il Comune riscuote dai cittadini con cento mani differenti: la polizia municipale incassa le multe; l'ufficio tributi introita le tasse; ll'ufficio istruzione incamera le rette di nidi, materne e mense. E poi: l'ufficio sociale, le compartecipazioni; l'ufficio edilizia privata, gli oneri di urbanizzazione; l'ufficio patrimonio, gli affitti; l'ufficio cimiteriale, la vendita dei loculi. Il Comune cambia strada e crea un interlocutore unico attraverso il quale il cittadino potrà versare al Comune qualsiasi tipo di pagamento.  Una rivoluzione organizzativa dentro gli ingranaggi della macchina municipale, visto che stiamo parlando di flussi diretti alle casse comunali che valgono «più di 50 milioni di euro all'anno», dice l'assessore Valter Nebbiai.  E' proprio Nebbiai a mandare sulla rampa di lancio - con l'ok del sindaco Cosimi e della giunta - questo progetto per la "gestione unificata entrate comunali" che, messo nero su bianco dagli uffici del settore entrate, è stato apprezzato dal segretario generale e dalla conferenza dei dirigenti). E' l'identikit del nuovo ufficio riscossione. O, come dicono le carte in burocratese, il "Cur" (Centro unico della riscossione).  Probabile che da Palazzo civico proveranno a pubblicizzarla come una razionalizzazione per dare al cittadino. In realtà, è vero solo a metà: l'obiettivo numero uno è la lotta alla morosità. Mica tanto trascurabile se è vero che, tanto per fare due esempi, il 10% delle quote per mense scolastiche e asili finisce nel girone dei morosi e viene riscossa tramite "ruolo". Una percentuale che schizza, a seconda degli anni, anche al 45-50% sul fronte incandescente delle multe...  Dove sta la leva vera di questa trasformazione? Nel fatto che ciascun contribuente avrà la propria "cartella tributaria del cittadino". Lì saranno concentrate tutte le pendenze che ogni individuo ha con Palazzo civico: così che se non paga le multe, il Comun e non gli accetterà la domanda per il figlio all'asilo finché non ha sanato il proprio debito. Oppure: niente licenza edilizia se non hai pagato la retta per il nonno che sta in casa di riposo. Finora invece lo stop ai servizi comunali in caso di morosità era spesso dribblato perché le differenti casse dei vari uffici municipali non "parlavano" fra loro.  A far marciare quest'operazione sarà Esteem, la società ora in pugno al 100% al Comune: seguirà gli aspetti informatici.  Ma la concentrazione dei tanti "rivoli" delle entrate in un unico "fiume" è solo la prima metà dell'operazione. L'altra parte riguarda il fatto che il Comune riprende in mano il lavoro che adesso fa Equitalia, la società pubblica (51% Agenzia delle Entrate, 49% Inps) alla quale era affidata la riscossione degli arretrati. Nebbiai si guarda bene dall'accusarla: anzi, dice che non c'è un rimprovero a Equitalia. «E' comprensibile però - aggiunge - che si dia la priorità di seguire i crediti più grossi. Per le entrate di un Comune come il nostro, tuttavia, è fondamentale andare a stanare ogni euro non arrivato».  E poi c'è il fattore velocità: logico che, se i soldi passano dalle mani di Equitalia, si allunga il giro e arrivano in cassa più tardi. «Al contrario, vogliamo velocizzare i flussi in entrata - spiega l'assessore - così da avere più rapidamente la disponibilità dei soldi nelle casse comunali».  Nebbiai ce la mette tutta per inquadrare questo cambiamento dentro il puzzle delle proprie strategie su entrate e uscite. Con almeno tre tasselli. L'uno riguarda una sfilza di «forbiciate di precisione» che, fra bilancio 2009 e bilancio 2010, hanno portato a «6,8 milioni di euro di tagli sul fronte delle spese di minore entità». L'altro è relativo alla valorizzazione del patrimonio: «Ogni contratto in scadenza viene rinegoziato (e questo ha portato a far salire gli introiti da 155mila a 365mile euro. Il terzo è il seguito del precedente: da un lato, mette in vendita un pacchetto di piccole proprietà («siamo a buon punto per l'iter riguardante la zona di Salviano»); dall'altro, prevede un giro di vite nell'utilizzo di alloggi comunali da parte di chi non ha più titolo per starci («ma nessuno finirà in mezzo a una strada»). M.Z.

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