Toscana
«Matteoli prevenuto verso me»
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Matteoli (con Piccini sullo sfondo) Sopra Romano Authority, ecco il testo del ricorso di Piccini contro la bocciatura
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LIVORNO. Non solo «la bocciatura della terna non è stata motivata». Di più: «Il ministro ha pubblicamente dichiarato per giustificare il rifiuto della riconferma di Piccini che questi "appena insediato è andato a destra e a manca a raccattare le carte del caso Lenzi per danneggiarmi perchè voleva mandarmi in galera". Una frase che rende chiare le ragioni di personale risentimento che hanno ispirato il ministro». Nel ricorso depositato al Tar e notificato al ministero, alla Regione e agli enti designanti, il presidente dell'Autorità Portuale Roberto Piccini passa al contrattacco. E accusa il ministro Matteoli di averlo escluso dalla nomina per un risentimento personale nei suoi confronti. Le quaranta pagine del ricorso, scritte dall'avvocato Paolo Bassano, ricostruiscono le (presunte) ragioni dell'ostilità che il ministro dei trasporti avrebbe verso Piccini. Motivi che - secondo il presidente dell'Authority - sarebbero alla base della sua esclusione. Come dimostrerebbe l'intervista rilasciata da Altero Matteoli a "La Nazione", e ripresa anche dal "Tirreno", «nella quale il ministro ha pubblicamente ammesso che il rigetto della terna è stato mosso da ragioni di personale risentimento e di antogonismo politico». Le dichiarazioni rese da Matteoli nell'intervista rappresentano il cuore del ricorso: se la lettera inviata agli enti locali e alla Camera di Commercio il 6 dicembre «era carente di ogni motivazione» della bocciatura, nell'intervista - «di particolare virulenza» - di motivazioni se ne possono trovare in abbondanza. Secondo quanto scritto dall'avvocato Bassano, i motivi per cui Matteoli non vuole Piccini presidente risalgono al tumultuoso periodo del commissariamento. Nel ricorso si ripercorre il lunghissimo braccio di ferro che oppose Piccini, come candidato all'Authority, a Bruno Lenzi, manager portuale sostenuto dal ministro. Un sostegno testimoniato dalle decine di lettere rinvenute da Piccini poco dopo il suo insediamento, scritte o ricevute da Lenzi, e che agli inizi del 2008 fu segnalato alla magistratura dallo stesso Piccini «per le pesanti e illegittime intromissioni esercitate da Matteoli nel procedimento di nomina del presidente dell'Autorità Portuale». «Per tali motivi - si legge nel ricorso - Piccini ritenne suo preciso dovere trasmettere alla Procura gli atti rinvenuti esponendone la potenziale rilevanza penale». E dunque «ben si spiega che il ministro Matteoli abbia immotivatamente respinto la terna in cui era Piccini. Terna respinta così da consumare anche il tempo di prorogatio dell'attuale presidente e porre le premesse per giungere a metà gennaio a un nuovo commissariamento». Da qui la richiesta di sospensione della nota ministeriale con cui si chiede agli enti locali la nuova terna «entro il 4 gennaio». E comunque un verdetto è atteso per la prima quindicina di gennaio. Se il ricorso venisse accolto, la terna di candidati (Roberto Piccini, Roberto Nardi e Piero Nocchi) verrebbe automaticamente ripristinata. C.M.
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