Gioco
Il Pdl accusa: acqua potabile al veleno
Valeria Cappelletti
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Costanza Vaccaro Trialometani oltre i limiti di legge (in provincia, non a Livorno)
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LIVORNO. L'acqua corrente di alcuni comuni della nostra provincia presenta quantità elevate di arsenico, boro e trialometani, sostanze cancerogene. A denunciarlo sono i membri del Pdl livornese, capitanati da Costanza Vaccaro, capogruppo in Provincia. Si tratta dei dati dell'Arpat che, periodicamente, effettua controlli sull'acqua potabile dei comuni di tutta la provincia. Esiste una legge nazionale, la 31/2001, che stabilisce un determinato limite per alcune sostanze e una deroga regionale che tende ad aumentare di qualche punto il limite dei valori consentiti. A Livorno i dati sono nella norma, in altre realtà della nostra fascia costiera non si può dire lo stesso: «Per Campiglia Marittima, Piombino e Suvereto - sottolinea Vaccaro - qui, nel 2010, sono stati registrati valori di arsenico sopra il limite consentito per legge che è di 10 microgrammi per litro. Lo stesso si dica per Portoferraio che nel 2009 ha registrato valori di arsenico pari a 49 microgrammi per litro: per norma non dovrebbero superare i 10 ma oltrepassano anche i 20 stabiliti dalla deroga regionale». Situazione simile per il boro. A Campiglia Marittima i valori hanno superato la deroga regionale di 2,5 milligrammi per litro arrivando a 3 e oltre 5 per Piombino. Lo stesso vale per i trialometani che, nel 2010, a Collesalvetti, Cecina e Rosignano, hanno valori quasi doppi rispetto al limite consentito dalla legge. «I cittadini non sono stati informati del rischio», dice Vaccaro: «In materia sanitaria sono i sindaci e le Asl, gli organi responsabili e la legge prescrive agli enti locali di informare la popolazione nel caso ci siano rischi di questo tipo. Ci troviamo in presenza di comportamenti assurdi, qui si va a colpire la salute delle persone». A Collesalvetti, il consigliere comunale Pdl Paolo Simoni, ha chiesto con interpellanze e mozioni che venisse data un'informazione corretta alle famiglie sui dati relativi all'acqua ma tali atti sono sempre stati respinti dal consiglio. I membri del Pdl puntano il dito anche contro l'assessore regionale all'ambiente: «Bramerini nel giugno scorso affermò che i trialometani non erano più riscontrabili nell'acqua di Livorno e Collesalvetti dal 2009, ma - commentano - questo non è vero: i dati Arpat dicono diversamente». Il Pdl denuncia anche la mancanza di investimenti su impianti e tubature degli acquedotti: «Sono un colabrodo, - ribadiscono - la depurazione è inesistente o non funziona, nonostante Livorno sia in Italia al terzo posto per le bollette più salate, i soldi non vengono spesi per migliorare il servizio».
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