Sicurezza
Palio, la rivolta dei vogatori
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Da sinistra, Loris Nannucci, Gabriele Gaggiano ed Ernat Mica «Così si uccidono le gare remiere e le cantine»
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LIVORNO. «In questo modo si uccide il Palio Marinaro: se le cose non cambieranno siamo pronti anche ad azioni di protesta che potrebbero essere clamorose». E' scoppiata la rivolta dei vogatori del Palio, sia maschi che femmine, che scendono in campo soprattutto contro la decisione di accorpare le cantine dei diversi rioni e di togliere promozioni e retrocessioni dai gozzi a dieci remi alle gozzette. I vogatori, dopo aver masticato amaro per diversi mesi, hanno deciso di riunirsi in un comitato che chiede di potersi confrontare col Comune su questi argomenti, e soprattutto di soprassedere all'accorpamento. Di tutto questo hanno parlato tre giovani vogatori che fanno parte del comitato: Gabriele Gaggiano, Ernat Mica e Loris Nannucci. «Che ci fossero diverse cose che non andavano nel Palio lo avevamo capito da tempo - spiegano i tre atleti - ma con la decisione di accorpare i rioni si uccideranno le gare remiere cittadine e il mondo delle cantine». I tre giovani livornesi (Hernat è nato in Albania, ma è qui da 18 anni e si sente livornesissimo, con i suoi 11 anni di voga sui gozzi), sottolineano come accorpare i rioni e togliere promozioni e retrocessioni significhe togliere buona parte delle motivazioni dei vogatori: «Quando si sale su un gozzo - spiegano - si cerca di vincere, oppure di non perdere il gozzo, come sulle gozzette invece si cerca di conquistarlo. E adesso che stimoli ci saranno?». I vogatori ricordano che se ci sono stati problemi con alcune cantine, sarebbe stato meglio sospenderle in attesa che venissero gestite in maniera adeguata, lasciando il resto come era in precedenza, magari sotto il controllo delle circoscrizioni. «Adesso ci saranno anche problemi logistici non indifferenti - si accusa - come faranno ad entrare 30-40 persone in ambienti dove fino ad ora ce ne stavano una ventina?». Ma soprattutto - puntano il dito i vogatori - si rischia di buttar via un mondo, quello delle cantine remiere, che ha anche una funzione sociale, con giovani che vengono avviati alla pratica sportiva e persone più avanti con gli anni che insegnano loro l'arte del remo e che si danno da afre per tutte le necessità della cantina e del rione. «Ci sono tanti problemi da risolvere, a cominciare dalla stagione di gare che dovrebbe essere rivista alla pubblicità, che ad esempio vede in città apparire i manifesti del palio di La Spezia e non quelli di Livorno. Per questo - concludono - vorremmo un incontro col sindaco Cosimi per evitare che il palio vada in rovina». R.C.
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