Il Tirreno

Livorno

TRIBUNALE

Crac Corsi Assolta la donna delle pulizie

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 LIVORNO. Si è risolta con l'assoluzione la vicenda di sapore kafkiano che ha coinvolto Lina Biondi, una donna di 45 anni che è stata processata per bancarotta fraudolenta come presidente della cooperativa "Cor Edil", una delle società della galassia di imprese che facevano riferimento a Fabio Corsi, condannato sei anni di reclusione per bancarotta fraudolenta per il crack della Toscana Servizi. La Biondi, che svolgeva servizio come donna delle pulizie, era stata convinta dallo stesso Corsi ad assumere cariche nelle varie cooperative dove lavoravano, e questo - spiegò la Biondi - anche perché le dipendenti pensavano in questo modo di salvaguardare il proprio posto di lavoro. Così mentre i diversi imputati della vicenda hanno definito via via le loro posizioni con riti alternativi, la Biondi ha affrontato il giudizio in dibattimento. L'altro giorno l'udienza finale del processo che si è svolto davanti al collegio composto dal presidente Antonio Del Forno con giudici a latere Antonio Zucconi ed Elsa Iadaresta. Al termine del dibattimento il pubblico ministero Massimo Mannucci ha ritenuto comunque colpevole l'imputata, chiedendo per Lina Biondi una condanna a due anni di reclusione. L'avvocato difensore, Bruno Neri, oltre ad evidenziare che la Biondi e le sue colleghe avevano già vinto la causa di lavoro per farsi riconoscere il lavoro dipendente, ha sostenuto che la sua patrocinata non aveva consapevolezza del suo ruolo e ne ha chiesto l'assoluzione, richiesta accolta dal collegio.

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di Redazione web