Gioco
Resistere? Il Pd in Provincia tentenna
◗
Kutufà La cautela di Bufalini, il disagio di Kutufà. E oggi c'è l'assemblea
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il Pd conferma la linea dura: ricorso contro Matteoli. Anche se, qua e là, emergono i distinguo. Per il segretario provinciale Filippo Di Rocca «non ci sono dubbi: si deve procedere al ricorso sia in Comune che in Provincia». Ma, se i consiglieri comunali non hanno avuto esitazioni, votando una mozione che impegna l'amministrazione a opporsi alla bocciatura della terna, in Provincia qualche dubbio affiora, come pure in Regione. Non è un mistero il «disagio» del presidente Giorgio Kutufà per lo scontro istituzionale che si profila con il ministro. E neppure l'invito alla cautela espresso dal capogruppo del Pd in Provincia Elis Bufalini nella riunione dell'esecutivo del partito, martedì sera. Che ci siano due sensibilità diverse lo conferma pure il segretario Di Rocca. «E' leggitimo che in un partito si discuta tra posizioni diverse, ma davanti a un atto come quello compiuto da Matteoli non si può piegare la testa. Che si proceda, senza indugio, ai ricorsi». Non vede alternative neppure il senatore Marco Filippi. «Se il Comune presenta ricorso, fa la cosa giusta. Se si aggiunge anche la Provincia, è meglio. Presentare una seconda terna non è solo sbagliato, è anche rischioso, perchè se Piccini vincerà il ricorso al Tar la terna sarà invalidata». Il partito "agguanta" Piccini, insomma. Con qualche tiepidezza in Provincia, se è vero che il capogruppo Elis Bufalini sta improntando a maggior cautela rispetto ai compagni del Comune il documento che sarà portato al consiglio provinciale di lunedì. Nell'esecutivo di martedì sera Bufalini, pur ritenendo pienamente legittimo il ricorso, ha suggerito di prendere tempo per valutare se questa è la scelta migliore. E per capire, soprattutto, quali mosse farà la Regione, se cioè cercherà un accordo con Matteoli. Un clima, quello in Provincia, di cui sono testimoni le parole del presidente Giorgio Kutufà. Dipinto come un "trattativista ad oltranza", non nega di provare disagio. «Nel prossimo consiglio - dice - discuteremo la posizione da prendere, che terrà conto degli accadimenti, come un eventuale ricorso di Picicni, e di quello che è stato deliberato dagli altri consigli». E comunque, aggiunge Kutufà, «il cortocircuito istituzionale che si è prodotto in questi giorni è per me elemento di forte disagio. Credo veramente nella leale collaborazione istituzionale e il fatto che non si verifichi nella mia città è elemento che mi crea grande dispiacere». Ricorrere, rischiando la ritorsione del ministro (che ha detto che nominerebbe all'istante un commissario)? Oppure opporsi comunque, ma in altro modo? E quale? Interrogativi che oggi non mancheranno di far discutere all'assemblea territoriale del Pd. C.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
