Sicurezza
Ospedale di comunità, ecco i primi 12 posti
◗
Sopra il taglio del nastro e a fianco gli ambienti dellospedale di comunità Destinato ai pazienti non acuti, Calamai: una nuova opportunità
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Inaugurati ieri i primi dodici posti dell'ospedale di comunità cittadino. «Si tratta di una nuova opportunità - spiega Monica Calamai, direttore generale dell'Asl 6 - nella rete di offerte sanitarie proposte alla cittadinanza. Tutte quelle persone che per condizioni particolari non possono ricevere a casa propria un adeguato livello di cure, ma che non hanno strettamente bisogno di un ricovero ospedaliero, possono così trovare una risposta in questa nuova struttura. Per adesso sono stati allestiti 12 posti letto, ma ben presto cresceranno per venire incontro al fabbisogno espresso dal territorio intercettato grazie al fondamentale ruolo dei medici di famiglia». L'ospedale di comunità, situato al primo piano del quarto padiglione dell'ospedale, costituisce un'alternativa all'assistenza domiciliare nei casi in cui questa non sia possibile per mancanza di un supporto familiare o per il bisogno di un'assistenza continuativa. «L'ospedale di comunità - spiega Rosa Maranto, responsabile dei servizi territoriali - offre assistenza infermieristica e alla persona sulle 24 ore. Anche se è situato nel presidio ospedaliero, è una struttura territoriale destinata a pazienti con malattie non acute che quindi non prevede una presenza medica continuativa. L'assistenza medica è garantita, con le stesse modalità del domicilio, dal proprio medico di famiglia o dai medici della continuità assistenziale, le ex Guardie Mediche, nei giorni festivi, prefestivi e nelle ore notturne». Davanti a una popolazione che invecchia e che vive un numero sempre maggiore di anni con malattie croniche, una risposta assistenziale di questo tipo diventa così fondamentale. «Si tratta di un modello innovativo e flessibile - dice Luca Bianciardi, direttore del presidio ospedaliero - che traccia una rotta importante per la sanità del futuro. È significativo che un'ala destinata in passato alla Medicina divenga oggi una struttura territoriale a dimostrazione di come l'ospedale sia sempre più un luogo per malati in fase acuta lasciando alle altre strutture la gestione delle altre fasi». L'importanza del cambiamento in atto è stato sottolineato anche dal sindaco Cosimi. «In un momento in cui tutti chiudono e tagliano - sottolinea il primo cittadino - a Livorno vengono aperti nuovi servizi che rappresentano tappe importanti di avvicinamento alla sanità del futuro. "Fare salute" non è più un concetto solo ospedaliero e lo dimostrano le forze in campo di oggi. Quello che deve passare è il concetto di una nuova salute assicurata da una rete di servizi che non abbandona mai il cittadino e che offra sempre soluzioni differenziate in qualsiasi momento della malattia questo si trovi». All'apertura della struttura livornese ne seguiranno altre analoghe nell'area di Portoferraio e Piombino, ed anche il potenziamento dell'ospedale di comunità di Cecina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
