Gioco
A fine anno addio al punto di ristoro Fini. La direzione del centro commerciale in cerca di unalternativa
Fonti del Corallo senza ristorante
Anna Cecchini
Ieri chiusura per assemblea dei dipendenti licenziati: clienti all'assalto dei bar
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il rischio è che il centro commerciale Fonti del Corallo, tra quindici giorni, resti senza un adeguato servizio di ristorazione. Con le persone che si troveranno a dover fare lunghe file per accaparrarsi un panino o un piatto di pasta negli altri bar o punti ristoro della struttura - tutti piuttosto piccoli e parzialmente adeguati ad accogliere le centinaia di cittadini che ogni giorno pranzano alle Fonti del Corallo. Un bel problema, soprattutto considerando che tra le festività natalizie e il successivo periodo di saldi la struttura si riempirà di gente. Il problema della chiusura del ristorante, che ha marchio Sarni ma è di proprietà della Fini fast four, è legato alla decisione della società di cessare di botto l'attività il 31 dicembre, mandando a casa tutti i dipendenti. Una chiusura che rappresenta un autentico dramma per le 23 persone che perdono il lavoro. Ma è al tempo stesso un problema per le migliaia di clienti che frequentano il centro commerciale. Un assaggio del disagio che causerebbe la mancanza di un punto ristoro c'è stato ieri quando, a causa dell'assemblea sindacale dei dipendenti, il self-service è rimasto chiuso da mezzogiorno alle due del pomeriggio e al piano inferiore, davanti ai bar e al ristorante dove vengono proposti panini e primi piatti, si sono formate lunghe file di clienti. Analogo problema verrà a crearsi domani, sempre dalle 12 alle 14, visto che le 23 dipendenti hanno in programma un'altra assemblea sindacale. Dal canto suo il direttore del centro commerciale di Porta a Terra, Giuseppe Taglialatela, assicura che la volontà è quella di non rinunciare al punto ristoro situato al piano sopraelevato. «La società - dice Taglialatela - ha deciso di chiudere per problemi finanziari. A noi però interessa che il punto ristorazione rimanga e quindi lavoreremo, con la Fini o con altri soggetti, perché questo avvenga». Fatto sta che il 31 dicembre il punto ristoro chiuderà. Intanto le dipendenti hanno proclamato lo stato di agitazione. «L'azienda ha chiuso tutte le porte - spiega Antonio Maglione, che per Cisl segue la vicenda - e non vuole concedere neppure la cassa integrazione in deroga ai dipendenti, semplicemente manda tutti a casa». «La cosa strana - chiarisce Monica Cavallini, sindacalista Cgil - è che il fatturato del ristorante, circa 1 milione di euro all'anno, pare che nel 2009 sia addirittutra aumentato. Ci consola che l'Igd (Immobiliare grande distribuzione), proprietaria del centro, ci assicura che farà tutto il possibile perché un eventuale nuovo soggetto che subentra a Fini si occupi di prendere in carico anche la situazione dei 23 dipendenti licenziati». Intanto entro fine settimana i sindacalisti avranno un incontro con l'assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
