Il Tirreno

Livorno

Tirrenauto: «Intervenga la Fiat»

L’assemblea dei dipendenti della Tirrenauto
◗
L’assemblea dei dipendenti della Tirrenauto

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il 22 dicembre un incontro in Provincia con l'assessore Anselmi per cercare di ottenere la cassa integrazione in deroga per i 36 dipendenti, ma anche per cercare di mettere insieme un tavolo di trattativa con la proprietà della Tirrenauto ma anche con la Scotti, la concessionaria Fiat con la quale erano state portate avanti le trattative per la cessione dell'azienda.

Ecco quello che è stato deciso ieri mattina durante l'assemblea dei dipendenti della concessionaria automobilistica, al termine della quale è emerso un particolare non trascurabile: la Tirrenauto, da quando è decaduto il mandato di vendita Fiat, ha continuato a vendere vetture del gruppo del Lingotto appoggiandosi proprio alla concessionaria Fiat che sembrava sul punto di subentrare, che inviava (e invierà fino a totale evasione degli ordini di acquisto) le vetture per i clienti Tirrenauto.  L'assemblea è stata condotta da Monica Cavallini della Cgil, che dopo aver affermato che la decisione di mettere in mobilità i dipendenti «è arrivata come un fulmine a ciel sereno», ha sottolineato la necessità di ottenere la cassa integrazione in deroga, sia per i vantaggi economici rispetto alla disoccupazione, ma soprattutto per «legare i dipendenti all'azienda», nella speranza di un subentro di altri imprenditori.  Nell'assemblea è però emersa, oltre alla preoccupazione per il futuro - «Ma ora prenderemo lo stipendio e la tredicesima? Ci saranno problemi per la liquidazione?», anche una critica verso la gestione aziendale, con molti dipendenti che hanno sottolineato come la Tirrenauto vendesse migliaia di auto e facesse un fatturato di oltre 55 milioni l'anno.  Critiche anche per il socio Nelli, che ha alcune concessionarie a Pontedera, che i lavoratori avrebbero voluto più attivo nelle possibilità di assorbire almeno una parte del personale: «Ormai siamo come i Kleenex - ha chiosato un meccanico - siamo usa e getta».  Da parte sua Monica Cavallini ha annunciato che il sindacato non è disposto a prendere semplicemente atto delle lettere di mobilità, ma che cercherà di percorrere una soluzione possibile. Per questo verrà interpellata anche la Fiat, come casa madre, anche perché non sembra possibile che a Torino si abbandoni la provincia di Livorno senza una concessionaria ufficiale. 

Ora si attende l'incontro in Provincia. Intanto si fanno i primi conti per il futuro: «Devo sposarmi e ho un mutuo di 800 euro da pagare - spiega Elena Bacci - a questo punto devo essere contenta di non avere figli». Un figlio invece lo ha Gerardo Daddi, che tutte le mattine viene da San Vincenzo a Livorno per lavorare: «Mia moglie è part time - sottolinea - e anche se la casa è nostra non so come faremo a mantenerla se perdo il lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web