Gioco
Autorità Portuale resta aperta la pista che porta al manager
Alessandro Guarducci
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Tra Matteoli e Cosimi la tensione è alta2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il governo ha incassato la fiducia; Silvio Berlusconi continuerà a guidare l'esecutivo; il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, almeno per ora, resterà al suo posto. E tutto ciò rischia di inasprire ancor più la vicenda della nomina del presidente dell'Autorità Portuale.
Soprattutto alla luce degli ultimi eventi, che hanno visto prima intervenire il ministro sulla stampa - che senza mezzi termini ha spiegato i motivi che lo spingono a non confermare Roberto Piccini alla presidenza della Port Authority - e poi ha registrato la secca replica del sindaco Cosimi che, con un ampio sostegno del consiglio comunale, ha deciso di presentere un ricorso contro l'atto e contro il ministro stesso. Due fatti che hanno mutato il clima dei rapporti istituzionali tra il ministro e il sindaco, il quale ha anche intravisto nell'atteggiamento del governo una volontà punitiva nei confronti di Livorno. E non è stato l'unico che ha avuto questa sensazione. Gianfranco Lamberti, per esempio, ha parlato «di dignità calpestate: quella della città, quella delle istituzioni e quella personale», aggiungendo di condividere pienamente la decisione del sindaco di ricorrere alla magistratura. Anche Enzo Raugei, primo firmatario dell'ordine del giorno approvato in consiglio com i voti dei gruppi di maggioranza più quelli di Confronto e di Rifondazione Comunista, ha ribadito che «il ministro ha voluto punire Livorno, mentre a Piombino tutto è filato liscio». Duro anche il giudizio di Marco Ruggeri: «Pensavo che quella di Berlusconi su Allegri fosse solo una battuta, ma a questo punto credo che pensi davvero che "i livornesi siano peggio dei comunisti"». Si aggiunga poi che stamani si è riunita la giunta della camera di commercio: si vociferava che sarebbe stata fatta una nuova terna e invece la discussione ha riguardato il bilancio dell'ente. Se ne riparlerà dopo Natale. Ma nel frattempo si arriverà davvero al ricorso, affrontando il rischio di un probabile commissariamento, oppure come ha più volte evocato Cosimi nel suo intervento in consiglio comunale c'è la possibilità che il ministro voglia risolvere la questione raggiungendo direttamente un'intesa con il presidente Rossi?
L'ipotesi non sembra affatto sgradita alla Regione che, anche se non ha condiviso l'atteggiamento di Matteoli, sarebbe orientata a individuare un manager per il porto di Livorno pur di evitare il commissariamento. E a questo proposito, pare che Rossi nei prossimi giorni sarà a Livorno per incontrare Cosimi e Kutufà e individuare una linea comune in vista di un possibile incontro col ministro Matteoli.
Soprattutto alla luce degli ultimi eventi, che hanno visto prima intervenire il ministro sulla stampa - che senza mezzi termini ha spiegato i motivi che lo spingono a non confermare Roberto Piccini alla presidenza della Port Authority - e poi ha registrato la secca replica del sindaco Cosimi che, con un ampio sostegno del consiglio comunale, ha deciso di presentere un ricorso contro l'atto e contro il ministro stesso. Due fatti che hanno mutato il clima dei rapporti istituzionali tra il ministro e il sindaco, il quale ha anche intravisto nell'atteggiamento del governo una volontà punitiva nei confronti di Livorno. E non è stato l'unico che ha avuto questa sensazione. Gianfranco Lamberti, per esempio, ha parlato «di dignità calpestate: quella della città, quella delle istituzioni e quella personale», aggiungendo di condividere pienamente la decisione del sindaco di ricorrere alla magistratura. Anche Enzo Raugei, primo firmatario dell'ordine del giorno approvato in consiglio com i voti dei gruppi di maggioranza più quelli di Confronto e di Rifondazione Comunista, ha ribadito che «il ministro ha voluto punire Livorno, mentre a Piombino tutto è filato liscio». Duro anche il giudizio di Marco Ruggeri: «Pensavo che quella di Berlusconi su Allegri fosse solo una battuta, ma a questo punto credo che pensi davvero che "i livornesi siano peggio dei comunisti"». Si aggiunga poi che stamani si è riunita la giunta della camera di commercio: si vociferava che sarebbe stata fatta una nuova terna e invece la discussione ha riguardato il bilancio dell'ente. Se ne riparlerà dopo Natale. Ma nel frattempo si arriverà davvero al ricorso, affrontando il rischio di un probabile commissariamento, oppure come ha più volte evocato Cosimi nel suo intervento in consiglio comunale c'è la possibilità che il ministro voglia risolvere la questione raggiungendo direttamente un'intesa con il presidente Rossi?
L'ipotesi non sembra affatto sgradita alla Regione che, anche se non ha condiviso l'atteggiamento di Matteoli, sarebbe orientata a individuare un manager per il porto di Livorno pur di evitare il commissariamento. E a questo proposito, pare che Rossi nei prossimi giorni sarà a Livorno per incontrare Cosimi e Kutufà e individuare una linea comune in vista di un possibile incontro col ministro Matteoli.
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