Il Tirreno

Livorno

«Sfratti, intervenga la protezione civile»

Alessandro Guarducci
«Sfratti, intervenga la protezione civile»

Tra pochi giorni famiglie in mezzo alla strada: emergenza senza precedenti

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LIVORNO. L'emergenza casa è esplosa. E rischia di trasformarsi in una vera e propria tragedia per decine di famiglie. Anche perchè, al momento, l'amministrazione comunale non ha né i mezzi nè gli strumenti necessari per far fronte al crescente fenomeno degli sfratti per morosità. Una situazione di impotenza che trova conferma nelle parole dell'assessore al sociale Gabriele Cantù, il quale però non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca.  «Non possiamo arrenderci - spiega - E anche se non mi faccio troppo illusioni, stiamo cercando di fare tutto ciò che rientra nelle nostre possibilità per dare una risposta a coloro che si trovano senza una casa. Ne abbiamo discusso stamani (ieri, ndr) in giunta, mentre domani (oggi) incontrerò, tra gli altri, la Regione e la Caritas per poi riferire nuovamente alla giunta. Il vero problema è che i tempi delle soluzioni sono diversi da quelli di cui oggi avremmo bisogno».  Con queste parole l'assessore si riferisce, in particolare, alla questione dell'utilizzo di tre caserme dismesse. «Il sindaco ha scritto al prefetto - dice Cantù - e si sono anche incontrati per discutere sulla riconversione di questi immobili. In un caso, quello di via del Pantalone, sembrano esserci buone possibilità ma non è certo una cosa che si possa fare dall'oggi al domani: bisogna prima fare le necessarie verifiche strutturali, poi rendere gli edifici agibili con riscaldamenti, spogliatoi e letti. Senza dimenticare che per ottenere la disponibilità degli immobili c'è da seguire un preciso iter burocratico. Le caserme possono quindi rappresentare una soluzione a medio termine, ma noi abbiamo dei casi urgenti. Ci sono per esempio due famiglie, composte in tutto da nove persone, che domenica prossima dovranno lasciare l'albergo e a cui non sappiamo offrire una soluzione immediata...»  Entro la fine dell'anno, sono poi annunciati un'altra decina di sfratti tutti quanti concentrati nell'area centrale di Livorno. «Provo un profondo imbarazzo a dire che non siamo in grado di dare una risposta alla loro richiesta d'aiuto - prosegue Cantù - Al momento abbiamo la disponibilità di un solo alloggio di 26 metri quadrati che assegneremo a una famiglia di quattro persone... Il sindaco ha ragione quando dice che è tutto da dimostrare che questo problema debba ricadere su un Comune che si vedrà tagliare in due anni dal governo ben 15 milioni e mezzo di euro. Però chi ha bisogno viene in Municipio. E allora noi cercheremo di accelerare il ripristino degli alloggi Erp, stipulremo un accordo con le forze dell'ordine, e in modo particolare con la Guardia di Finanza, affinché si aumentino i controlli sul corretto utilizzo delle case popolari. Ma se dal primo gennaio non ci sarà più il blocco degli sfratti, come faremo ad ad affrontare una situazione caratterizzata da 80 sfratti esecutivi a bimestre quando siamo capaci di assorbirne solo 50 all'anno?»  Nella riunione di giunta che si è svolta ieri mattina, alcuni assessori hanno anche suggerito l'intervento della Protezione civile e della Croce Rossa per cercare di dare un tetto di fortuna agli sfrattati almeno nel periodo invernale.  «Non ci sono state finora esperienze simili in Italia - dice Gabriele Cantù - e comunque per il momento il sindaco si è detto contrario a questa ipotesi. E comunque alloggiare gli sfrattati nelle roulotte o nei caravan non sarebbe una cosa immediata: i mezzi vanno comprato, quindi si deve individuare un'area per poi attrazzerla con i servizi. Sia però chiara una cosa: io, pur di dare un ricovero a queste persone, sono anche disposto a realizzare una "baraccopoli", ma posso farlo solo con il consenso dell'amministrazione e di tuti i partiti della maggioranza».

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