Il Tirreno

Livorno

Funerali, sei indagati per corruzione

Lara Loreti
Funerali, sei indagati per corruzione

Nel mirino della Procura infermieri, operatori sociosanitari e ditte private

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LIVORNO. Sei indagati nell'inchiesta giudiziaria sulla concorrenza per i funerali. Stanno per concludersi le indagini, coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo sulla vicenda del caro estinto. Secondo l'accusa alcune ditte sarebbero state favorite rispetto ad altre nella organizzazione dei funerali. Le ipotesi di reato sono corruzione e abuso di ufficio. Ma gli indagati potrebbero essere di più.

Secondo l'accusa, alcuni dipendenti dell'ospedale, che lavorano a contatto con i morti, avrebbero suggerito delle imprese funebri piuttosto che altre ai parenti delle vittime. Un "favore" che sarebbe stato premiato dalle aziende interessate dietro il pagamento di un compenso. Da qui l'ipotesi di reato di corruzione: la pubblica amministrazione (e l'ospedale è considerato un servizio pubblico) per legge non può violare l'imparzialità, soprattutto in un campo delicato come quello del caro estinto. Tra gli indagati ci sarebbero dunque dipendenti pubblici, ma anche privati, pare appartenenti a ditte che avrebbero lavorato in maniera non trasparente. Tutte accuse al vaglio della magistratura.

L'inchiesta, svolta dai carabinieri della Procura, è quasi conclusa. A gennaio dovrebbe essere depositato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari. Da quel momento, gli avvocati delle persone indagate hanno 30 giorni per chiedere se essere ascoltati dal pm, e comunque per chiarire la propria posizione. Successivamente, ci dovrebbe essere la richiesta del magistrato del rinvio a giudizio.

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