Il Tirreno

Livorno

Cosimi fa ricorso: c'è l'ok del consiglio

Alessandro Guarducci

Ma il commissariamento sembra più vicino. «La responsabilità è di Matteoli»

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 LIVORNO. «Se il Comune di Livorno farà ricorso contro la bocciatura della terna, un istante dopo nominerò il commissario», aveva dichiarato pochi giorni fa il ministro Altero Matteoli in un'intervista. E allora, se le cose stanno davvero così, il porto potrebbe avere presto un commissario. Proprio ieri sera, infatti, nella sua comunicazione al consiglio comunale, il sindaco Alessandro Cosimi ha dichiarato che il Comune formalizzerà un ricorso contro l'atto ministeriale che ha repinto la terna «perché è manifestamente illegittimo».  Non solo: ha anche annunciato che il ricorso sarà fatto anche nei confronti del ministro «per mancanza di leale collaborazione». A questo punto, il sindaco ha voluto capire quanto consiglio comunale fosse a favore del ricorso. E in numeri gli hanno dato ragione: le stesse forze politiche che avevano votato il documento sulla ricandidatura di Roberto Piccini, hanno anche detto sì all'azione legale promossa dal Comune. Lo hanno fatto approvando il documento firmato da Enzo Raugei, Massimo Gulì, Gianfranco Lamberti, Andrea Romano e Lamberto Giannini in cui viene sostenuta: «l'iniziativa annunciata dal sindaco di ricorrere nel modo più efficace ad impugnare la legittimità formale e sostenziale dell'atto ministeriale, nelle sedi più opportune, al fine di garantire, concretamente e senza ambiguità, il rispetto della dignità delle istituzioni locali livornesi e delle norme previste dalla legge 84/94». Con lo stesso documento è stata manifestata «piena solidarietà nei confronti del presidente Roberto Piccini, sul cui operato viene pienamente confermato il giudizio positivo, espresso in occasione dell'approvazione degli atti di indirizzo relativi al Pot». Il ricorso alla magistratura ha quindi ottenuto il voto favorevole - giunto alle 1,15 di notte dopo un lungo dibattito - non solo dai gruppi di maggioranza (Pd, Idv e Sel), ma anche da Rifondazione comunista e da Confronto. Bocciato, invece, l'ordine del giorno presientato da Carlo Ghiozzi (gruppo misto - Lega Nord) che, al fine di evitare il commissariamento, sollecitava il sindaco «a prendere contatti diretti con il ministro Matteoli e il presidente Rossi al fine di aprire un tavolo fondato sulla leale collaborazione».  Il sindaco è ritornato a più riprese sulle dichiarazione rilasciate alla stampa dal ministro Altero Matteoli, replicando punto su punto. «Noi siamo sempre stati rispettosi dei nrapporti istituzionali - afferma Cosimi - non mi sembra che altrettanto si possa dire di Matteoli: le sue parole sono state molto gravi e inopportune. Il termine "azzardo" non ci appartiene: sia ben chiaro che noi non abbiamo azzardato nulla, ma abbiamo solo applicato la legge».  Sempre a proposito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal ministro, Cosimi ha attaccato Matteoli dicendo che la motivazione del suo no a Piccini «non può essere ricercata nel fatto che il presidente della Port Authority consegnò alla Procura nel 2008 del materiale riguardante un inchiesta che coinvolgeva il commissario che era stato nominato dal ministro (Bruno Lenzi, ndr)».  E subito dopo, ecco arrivare un'altra stoccata: «Nei confronti di Matteoli è stata avanzata la richiesta di autorizzazione per la vicenda giudiziaria di Elbopoli, che poi non è stata concessa dal Parlamento. Ma noi non abbiamo mai chiesto le dimissioni del ministro per questa vicenda».  Il sindaco, dopo aver ribadito che Piccini resta il candidato del Comune, ha spiegato che il ricorso, senza specificare se sarà rivolto al Tar o al Consiglio di Stato, è a questo punto un atto necesario. Per almeno tre ragioni: la prima va ricercata «nel diverso trattamento riservato a Livorno, visto che a Piombino il ministro Matteoli ha concordato il nome del presidente scegliendo tra due candidati». La seconda è una diretta conseguenza: «La volontà del governo è contro Livorno: a confermarlo c'è anche la questione del Lotto Zero». La terza è relativa alla mancanza di motivazioni con cui è stata respinta la terna: «Due nomi sono stati bocciati sulla base dei curriculum, anche se il ministro dovrebbe spiegare - per esempio - come può un presidente della Camera di commercio non avere i requisiti necessari per fare il presidente dell'Autorità portuale. Un altro è stato respinto al fine di favorire la rotazione: ma questo non può essere un motivo di esclusione, visto che la rotazione è prevista già la legge limitando a due i mandati di presidente».  «Il ministro - conclude Cosimi - ha calpestato la dignità istituzionale: ha dimostrato che boccerebbe qualsiasi nostra terna. Se vuole il commissariamento, si assuma la responsabilità di fronte a tutti i livornesi».

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