Gioco
«Canti religiosi vietati, anzi no»
Agenzia di stampa diffonde una voce risultata falsa
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LIVORNO. Sui canti di Natale si accende una polemica che però si spegne nel giro di poche righe di flash d'agenzia. Nel primo pomeriggio l'Ansa trasmette la notizia titolando «Natale: scuola Livorno vieta canti religiosi». Un titolo che si basa sulle prime quattro righe del testo perché alla quinta si dice chiaramente che non è vero. Ecco cosa scrive l'agenzia di stampa: «"A tutti gli eventi non saranno fatti canti religiosi, nel rispetto delle religioni di tutti, ma solo canti natalizi". È l'avviso scritto ricevuto da alcune famiglie di una scuola elementare di Livorno da una rappresentante di classe dopo un consiglio interclasse. In realtà nel programma dei concerti dei prossimi giorni ci sono anche canzoni che rimandano alla tradizione cristiana. In ogni caso la preside Manuela Mariani, che di quell'avviso dice di non sapere, non nega lo spirito seguito: «L'obiettivo del concerto da anni è riunire i vari percorsi educativi - spiega - E' un lavoro di continuità che parte da settembre, con un lungo periodo di preparazione che serve a far partecipare tutti. Mi dispiacerebbe, anzi, che un'eventuale scelta inversa causasse l'esclusione di qualcuno. Per questo il ragionamento, durante quella riunione, sarà stato di scegliere canti attinenti al Natale che non fossero lesivi delle fedi altrui». Nella scuola Thouar del quartiere popolare delle Sorgenti sono iscritti oltre 300 alunni e alcuni arrivano da famiglie di confessione ortodossa e geoviana, ma anche musulmana. Al concerto di Natale di lunedì prossimo parteciperanno peraltro anche gli alunni delle scuole materna e media che fanno parte dello stesso istituto comprensivo. Nel programma compaiono titoli di canti natalizi di chiara tradizione cristiana, come "O notte di Natale" o "Va', dillo alla montagna"». La direttrice Mariani, contattata dal Tirreno, si dice stupita dell'accaduto: «Questa manifestazione ha lo scopo di di creare integrazione, visto che abbiamo bambini di tutte le religioni, anche se la maggior parte segue le lezioni di religione cattolica. Non c'è nessun intento di non far cantare canzoni di tradizione cristiana. Figuriamo di vietarle! Forse - aggiunge la dirigente - i genitori avrebbero fatto meglio a condividere con le maestre le loro perplessità».
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