Gioco
Terme del Corallo, discarica stile Liberty
Lara Loreti
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RIFIUTI E VERGOGNA. Alcune tettoie della struttura delle Terme si sono sgretolate. Al centro, quello che fu un elegante loggiato ora è un corridoio dalle finestre rotte invaso dalla sporcizia. A destra, sotto larco, una cascata di spazzatura che sembra senza fine I palazzi si sgretolano, il parco è incolto e gli affreschi sono divorati da rovi e muffa
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LIVORNO. Un edificio fantasma. Dalle finestre squarciate, le pareti divorate da umidità e muffa. Con alcune tettoie cadenti, altre già crollate. Immerso in un bosco di rovi. Per terra, sacchi di spazzatura e siringhe. Siamo all'interno delle Terme del Corallo dove regnano desolazione e abbandono. Uno stato di totale degrado che si trascina da oltre 40 anni e destinato a durare ancora nel tempo. Le strutture architettoniche si stanno sgretolando e l'immenso parco che le abbraccia è una discarica. La costruzione, che risale ai primi del Novecento, è in stile Liberty, ma sono pochi ormai gli elementi che lo ricordano. Sotto il loggiato dell'edificio principale c'è una stampa dell'epoca: un quadro, che ritrae ragazze anni 20, tutto rovinato. Ma soprattutto nell'ala dell'edificio (lato Cigna), proprio sotto al cavalcavia, ci sono due splendidi affreschi d'epoca, duramente provati dai segni del tempo e dalle intemperie. Uno di questi è quasi interamente coperto da rami che si arrampicano selvaggiamente sul palazzo. Arrivare in quel punto è praticamente impossibile: i rovi infatti danno vita a una specie di foresta stile fiabe dei fratelli Grimm che sbarra di fatto il passaggio. A pochissimi metri, c'è il trafficatissimo cavalcavia di via degli Acquedotti, costruito nel 1982, che qualcuno ha definito "un mostro", vista la sua bruttezza e la sua incredibile vicinanza al monumento. A quell'epoca, negli anni Ottanta, la struttura delle Terme era già abbandonata da anni: nessuno si è più preoccupato di risistemarla dal lontano 1968, quando fu devastata da un incendio. E pensare che una volta le Terme del Corallo erano considerate il gioiello della città: meta di turisti e famiglie bene di tutta Italia. A quell'epoca, nei primi del Novecento, Livorno veniva chiamata la Montecatini al mare. E all'interno delle Terme, meta di lunghe passeggiate, si svolgevano serate di gala ed eventi mondani. Ora di tutto questo resta solo la vergogna per aver lasciato marcire un monumento di grande valore artistico e sociale. La spazzatura ha fagocitato tutto, colonizzando non solo l'edificio principale ma anche le dependance. Nei corridoi, sulle scale e nelle vecchie stanze trovano posto rifiuti di ogni genere, anche ingombranti come biciclette, batterie, cumuli di ferro e persino una slot machine. Nel corso degli anni la situazione è peggiorata sempre di più. Ultimamente, l'intero parco e le strutture murarie sono diventate rifugio per tossici e senza tetto. E non sono mancati episodi di cronaca nera: dallo spaccio alle aggressioni, poi stupri e anche morti naturali di alcuni degli inquilini di quel triste condominio a pochi passi dalla stazione. Per decenni la proprietà dell'area è stata della Coca Cola, da un anno e mezzo invece è passata al Comune, che ha ereditato una situazione tutta da sanare. Per il momento, come dichiarato dal dirigente dell'ufficio tecnico, Roberto Ceccarini, l'amministrazione si dedicherà al recupero storico del parco. Dei 17mila metri quadri, 14mila saranno ripristinati entro la fine del prossimo anno (600mila euro di spesa): lo scopo è permettere ai livornesi di riappropriarsi dei giardini. Resta da chiarire il nodo della struttura architettonica: per ristrutturarla ci vorrebbe "un miracolo economico". Per ora, dice il Comune, gli edifici saranno solo coperti con una rete per evitare intrusioni. Ma è difficile immaginare un bel parco ristrutturato intorno a edifici cadenti... La speranza è quella di restituire dignità alle Terme del Corallo: una ricchezza e una risorsa per tutta la città. Ma non sarà facile trovare le risorse necessarie.
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