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Le sue felici intuizioni: il ricordo di Gianfranco Lamberti
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Roberto Benvenuti è scomparso troppo presto e lontano dalla sua città. Un momento di lutto e di tristezza, che ci coinvolge profondamente. E’ stato Sindaco per molti anni ed ho avuto l’onore di essere suo collega nella Giunta di Alì’ Nannipieri , di collaborare con lui , come assessore all’Urbanistica ed infine di succedergli. Una persona di grande rigore e di grande lealtà, che ha attraversato momenti difficili con estrema dignità e senza cedimenti.
Ha segnato scelte importanti per la città, che ancora oggi hanno un peso significativo e che , proprio per onorare la Sua memoria senza fronzoli e con il profondo rispetto che gli è dovuto, meritano di essere ricordate. Ne cito solo alcune, che meglio ne tratteggiano il percorso di amministratore corretto e lungimirante. Basta pensare all’avvio dei percorsi di recupero e di restituzione alla città di beni culturali di grande rilievo, necessari a segnare l’identità di una comunità come la nostra.
Infatti sia Villa Mimbelli, che il Teatro Goldoni, che abbiamo riconsegnato alla città negli anni successivi al suo mandato , nascono da sue felici e determinate intuizioni, sulla base delle quali l’amministrazione comunale prese in carico strutture abbandonate all’incuria ed a privati non più in grado di garantirne la sopravvivenza ed il rilancio. La città ritrovata , lo slogan di quegli anni, fu ritrovata proprio a partire dalle scelte di Roberto Benvenuti. Ma direi anche la città tutelata, nel suo equilibrio tra espansione edificatoria ed ambiente, in anni in cui, in tante altre città d’Italia, anche a noi molto vicine, aveva il sopravvento il rapporto ambiguo ed invadente di rendite immobiliari che la facevano da padrone.
Erano gli anni della lenta agonia della prima Repubblica. Eppure, a Livorno, grazie a personalità come quella di Roberto, nemmeno uno schizzo di quello che accadeva altrove trovò spazio. E non a caso si fecero scelte che mantengono attualità, come quella, poi consacrata nel Piano Regolatore attualmente in vigore, di rispettare l’equilibrio tra città urbanizzata e sistema collinare, uno dei più significativi aspetti del nostro territorio. A partire da quelle decisioni , risalenti ad un serrato confronto dei primi anni novanta, si è infatti evitato di consentire di rendere edificabili aree, come quelle al di là della Variante, che pur includevano aspettative consistenti. Un esempio illuminante.
Ecco, con semplicità e rigore, il sindaco Benvenuti segnò una stagione in cui l’identità cittadina ebbe modo di essere un motivo di orgoglio ed un tratto distintivo, sul piano politico, morale e culturale. Solo due esempi, per non cadere nella retorica od in commemorazioni cui pure ha diritto, due citazioni che servono a rendergli il giusto merito, anche se non attenueranno certo il grande dolore dei suoi cari e di quanti gli furono sinceri amici.
Gianfranco Lamberti
Ha segnato scelte importanti per la città, che ancora oggi hanno un peso significativo e che , proprio per onorare la Sua memoria senza fronzoli e con il profondo rispetto che gli è dovuto, meritano di essere ricordate. Ne cito solo alcune, che meglio ne tratteggiano il percorso di amministratore corretto e lungimirante. Basta pensare all’avvio dei percorsi di recupero e di restituzione alla città di beni culturali di grande rilievo, necessari a segnare l’identità di una comunità come la nostra.
Infatti sia Villa Mimbelli, che il Teatro Goldoni, che abbiamo riconsegnato alla città negli anni successivi al suo mandato , nascono da sue felici e determinate intuizioni, sulla base delle quali l’amministrazione comunale prese in carico strutture abbandonate all’incuria ed a privati non più in grado di garantirne la sopravvivenza ed il rilancio. La città ritrovata , lo slogan di quegli anni, fu ritrovata proprio a partire dalle scelte di Roberto Benvenuti. Ma direi anche la città tutelata, nel suo equilibrio tra espansione edificatoria ed ambiente, in anni in cui, in tante altre città d’Italia, anche a noi molto vicine, aveva il sopravvento il rapporto ambiguo ed invadente di rendite immobiliari che la facevano da padrone.
Erano gli anni della lenta agonia della prima Repubblica. Eppure, a Livorno, grazie a personalità come quella di Roberto, nemmeno uno schizzo di quello che accadeva altrove trovò spazio. E non a caso si fecero scelte che mantengono attualità, come quella, poi consacrata nel Piano Regolatore attualmente in vigore, di rispettare l’equilibrio tra città urbanizzata e sistema collinare, uno dei più significativi aspetti del nostro territorio. A partire da quelle decisioni , risalenti ad un serrato confronto dei primi anni novanta, si è infatti evitato di consentire di rendere edificabili aree, come quelle al di là della Variante, che pur includevano aspettative consistenti. Un esempio illuminante.
Ecco, con semplicità e rigore, il sindaco Benvenuti segnò una stagione in cui l’identità cittadina ebbe modo di essere un motivo di orgoglio ed un tratto distintivo, sul piano politico, morale e culturale. Solo due esempi, per non cadere nella retorica od in commemorazioni cui pure ha diritto, due citazioni che servono a rendergli il giusto merito, anche se non attenueranno certo il grande dolore dei suoi cari e di quanti gli furono sinceri amici.
Gianfranco Lamberti
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