Gioco
Alla base della ruggine anche la denuncia sul carteggio Lenzi
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Il ministro Altero Matteoli 1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Pochi mesi dopo il suo arrivo a Palazzo Rosciano, Roberto Piccini rinvenne una corposa corrispondenza in un armadietto. Un carteggio risalente al periodo del commissariamento Lenzi, interessante per ricostruire il clima di scontro e di pressioni che caratterizzò quegli anni. Secondo Piccini, però, poteva anche esserci dell'altro. Qualcosa che poteva interessare la magistratura. Da qui la decisione, presa nei primi mesi del 2008, di inviare un esposto alla Procura. Stavolta nel mirino non c'era solo Bruno Lenzi, mittente di molte delle lettere rinvenute, ma anche qualche illustre destinatario: Altero Matteoli e Pietro Lunardi, all'epoca ex-ministri all'ambiente e alle infrastrutture. Matteoli, in particolare, era chiamato in causa per aver «esercitato pesanti e illecite intromissioni nel procedimento di nomina del presidente dell'Autorità portuale per favorire la candidatura di Bruno Lenzi eludendo il diniego dell'intesa da parte del presidente della Regione, titolare del potere di codeterminazione della scelta».
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