Gioco
IL RICORDO
Per 22 anni al timone delle XI Maggio, la scuola media che aveva costruito
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«Era una persona di grande umanità: la sua professionalità era indiscussa, lo ricordo con affetto e stima». Parola di Elisa Amato, numero uno dell'Ufficio scolastico provinciale (l'ex provveditorato) e collega di Grasso negli anni in cui lei era preside alle Micali. «Con la sua esperienza mi ha dato tanto, si è mostrato sempre disponibile». «Mi ricordo la sua capacità di avere un buon rapporto sia con gli insegnanti che con i ragazzi», dice Maria Rosa Sgherri, in quegli anni preside alle Micali. «Erano gli anni dei decreti delegati, - aggiunge Mario Augusto Lorenzini, per anni presidente del Distretto Scolastico - il preside Grasso ha avuto l'intelligenza di tener la porta aperta alle innovazioni». Ma la fotografia più ravvicinata la offre l'ingegner Mario Gaudio, ex responsabile del Genio Civile, che costruì con Grasso una stretta alleanza per riuscire a realizzare le nuove "XI Maggio": «Entrai nel mondo della scuola come genitore e divenni presidente del consiglio d'istituto. Nell'anno a cavallo fra l'uscita della mia figlia maggiore e l'ingresso dell'altro figlio, su insistenza proprio del prof. Grasso rimasi a guidare il consiglio d'istituto pur non avendo figli in quella scuola. Trovammo una sponda nell'azione dell'assessore comunale Aldo Freschi e lavorando in squadra riuscimmo a trovare i soldi per la scuola. Contando anche sull'impegno dei docenti». C'era entusiasmo, ricorda l'ingegner Gaudio: «Le piante le andammo a trovare al vivaio della Forestale di Cecina per pagarle meno e potercene mettere di più. Il preside Grasso sentiva molto la scuola. Livorno lo rimpiangerà: per quel che ha fatto e per quel che è riuscito a tramandare».
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