Il Tirreno

Livorno

La richiesta per riconvertire gli edifici è sempre sulla scrivania del sindaco

Si punta sulle tre ex caserme ma Cosimi non ha ancora firmato

Il dramma di chi perderà la casa entro la fine di questo mese
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Il dramma di chi perderà la casa entro la fine di questo mese

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 LIVORNO. Gli sfratti lievitano, insieme a proteste e preoccupazioni. Ma una soluzione, almeno provvisoria, ci sarebbe: sono le caserme dismesse che il Comune sta cercando di attrezzare per tamponare l'emorragia di inquilini senza casa che nelle prossime settimane investirà la città. L'amministrazione comunale si sta concentrando soprattutto su tre stutture: le caserme di via Adriana, via del Pantalone e via Masi.  C'è da valutare l'effettiva possibilità di renderle agibili e abitabili, certo in regime di emergenza: riscaldamento, letti, spogliatoi.  Il punto è che il sindaco - che ieri mattina non era in Comune perché impegnato a Firenze per una riunione dell'Anci Toscana - non ha ancora firmato e inviato al prefetto la lettera necessaria a fare partire tutte le operazioni. Nonostante il documento, come si vocifera già da qualche giorno nelle stanze di palazzo Civico, sia pronto sulla sua scrivania da tempo. Ecco perché nel corso della protesta sono partite numerose telefonate per Firenze. Ecco perché in tarda mattinata, nell'incontro tra i rappresentanti dell'Unione Inquilini e l'assessore al sociale (in carica da poco più di un mese), la tensione è arrivata alle stelle.

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di Redazione web