Il Tirreno

Livorno

Operata di tumore, ma è sana

Lara Loreti
I chirurghi livornesi al lavoro nella sala operatoria (foto d’archivio)
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I chirurghi livornesi al lavoro nella sala operatoria (foto d’archivio)

Dalla tac emerge una massa di 5,5 cm al polmone: quando la operano non c'è più

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 LIVORNO. Tutto comincia con una forte tosse. Lei, 55 anni, da tempo ha problemi psichici, ma per il resto sta bene. Accade tutto in fretta: la radiografia, poi la tac. Arrivano solo conferme: quella macchia di 5.5 cm al polmone per i medici è tumore. Ma durante l'operazione, emerge che la donna è sana.  La massa, posizionata sul lato destro, è svanita. Completamente assorbita. Al chirurgo non resta che prendere un paio di campioni di linfonodi per i successivi accertamenti istologici, e ricucire il taglio. Gli stessi medici sul referto di dimissioni della donna dall'ospedale scrivono: "Addensamento lobo superiore destro regredito". Un vero mistero. E un sospetto, che si insinua nella mente del marito della paziente (che preferisce rimanere anonimo per la privacy): «Davvero questo tumore si è volatilizzato? Ma è possibile che ci sia stato uno scambio di referti? E che in giro ci sia qualcuno che ha un tumore e non lo sa?». L'Asl esclude questa eventualità.  La storia inizia a ottobre. La donna da anni è seguita dal centro Poggiali per un disturbo psicoaffettivo. A metà del mese viene ricoverata in Psichiatria per una ricaduta. A un tratto però viene colta da una forte tosse che non riesce ad essere debellata. Così i medici optano per una radiografia al torace. Dall'esame, effettuato il 9 ottobre, viene fuori un addensamento sulla base del polmone destro. E così lo specialista richiede una tac. L'esito è positivo: massa irregolare di tipo tumorale. Gli altri esami (tac al cranio, scintigrafia e l'ecoaddome) fatti per verificare la presenza di metastasi, però, sono negativo. Poi, per una valutazione più profonda, il caso viene analizzato da un pool di specialisti formato da pneumologo, chirurgo e oncologo. Gli specialisti convergono nella necessità di operare. E così l'intervento viene fissato per il 3 dicembre. Come spiegano i medici dell'Asl, la donna prima dell'operazione dovrebbe essere sottoposta anche all'ago aspirato, ma non è possibile effettuare l'esame perché lei non riesce a sostenerlo. Durante l'operazione, è con stupore che lo staff della Chirurgia constata che la massa è sparita. «I medici erano perplessi e si chiedevano: ma è proprio la stessa paziente? - racconta il marito della donna - E siamo sicuri che si tratta del lato destro? Ma era tutto esatto. Da una parte siamo stati tutti felicissimi, ma dall'altra mi sono venuti dei dubbi».  Per questo il marito della paziente vuole vederci chiaro e promette battaglia: «Presenterò un esposto ai carabinieri: voglio andare in fondo e appurare se mia moglie davvero doveva essere operata oppure se l'intervento poteva essere evitato. Io non ce l'ho con i medici, loro hanno fatto il proprio dovere. E sono contenstissimo che mia moglie non sia malata di cancro. Ma spero tanto che non ci siano stati sbagli da parte dell'Asl. Ma se così fosse, è giusto che questa cosa venga appurata e che nessuno si trovi situazioni analoghe».

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