Toscana
Giolfo: gli operai hanno perduto ogni speranza
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Una delle donne sfrattate ieri mattina a Ardenza si è sentita male nellatrio del Comune ed è stata soccorsa dai volontari della Misericordia mentre era in corso il consiglio comunale 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Sono tre emergenze diverse, tre volti della stessa crisi: operai della ex Giolfo e Calcagno, della ex Delphi (ora De Tomaso), della martoriata cementeria Sacci. Ieri mattina hanno raggiunto tutti insieme il Comune per incontrare i vertici dell'amministrazione. La delegazione si è seduta intorno al tavolo dell'assessore allo sviluppo economico Darya Majidi. Prima la situazione più drammatica, quella dei cassaintegrati Giolfo, che tra il prossimo lunedì e la settimana successiva saranno chiamati a firmare la messa in mobilità. «Abbiamo lottato - ripete Majidi - ma le porte dell'azienda sono tutte chiuse». L'assessore fa sapere che nelle ultime settimane (a giochi quasi fatti) due imprenditori si sono fatti avanti per rilevare l'area portuale occupata dallo stabilimento di pesce surgelato chiuso da due anni: «Il problema - chiarisce - è che vogliono fare attività di carpenteria off shore e hanno bisogno di spazi aperti. Sarebbe assurdo demolire strutture nuove: per questo stiamo scandagliando la filiera del freddo, più vicina alla vocazione originaria del sito». Nel frattempo a dodici dei sessanta cassaintegrati legati all'area fino al 27 dicembre (quando scadrà l'ultimo spiraglio di cassa integrazione) è stato offerto un posto di lavoro alternativo. Che hanno rifiutato. «Perché - sottolineano a turno - vendere macchinari porta a porta a Pontedera, per meno di 500 euro, non può essere definito lavoro». All'incontro ha preso parte anche un delegato delle cementeria Sacci, che sta attraversando una fase durissima. «Ma in questo caso - sottolinea Majidi - abbiamo di fronte un'azienda che nonostante la crisi non demorde». Intanto per il prossimo mercoledì è in programma un'assemblea pubblica all'interno dello stabilimento: due giorni dopo è fissato un vertice in Confindustria. Capitolo a parte per i lavoratori De Tomaso: i corsi di formazione, dopo la traversata nel deserto, non sono ancora partiti. «Ho parlato con i vertici aziendali - taglia corto l'assessore - stanno sciogliendo gli ultimi nodi a Bruxelles». Sembra essersi risolta definitivamente, invece, la situazione dei dipendenti di Aipa Spa, la ditta che ventisette mesi fa ha vinto l'appalto di gara per l'affissione dei manifesti pubblici: la convenzione scadrà il 31 dicembre e i tre dipendenti livornesi, in assenza di notizie ufficiali sul loro futuro, avevano proclamato lo sciopero e distribuito volantini di protesta in consiglio. Ma dopo un incontro con l'assessore VALTER Nebbiai lo stato di agitazione è stato revocato. «La prossima settimana - ha detto - convocheremo l'azienda e inseriremo una clausola sociale nel nuovo bando: la ditta che vincerà dovrà assumere i lavoratori già in servizio». J.G.
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