Gioco
Asl preme per avere studi associati I medici resistono
Anna Cecchini
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Da sinistra Calamai, La Marca e Kutufà 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Il problema della sanità locale non è legato all'ospedale ma alla mancanza di assistenza territoriale». Filippo La Marca, coordinatore del Tribunaloe per i diritti del malato, in occasione della 30ª Giornata dei diritti del malato, che si è tenuta ieri a Palazzo Granducale, è stato chiaro nel ribadire che l'Asl deve rivedere il modello assistenziale, guardando al territorio. «Tra dieci anni - spiega La Marca - il 50 per cento dei livornesi avrà più di 65 anni, mentre il 10 per cento più di 80 anni. È chiaro che nella popolazione insorgono sempre più malattie croniche e invalidanti. Per questo è necessario potenziare le strutture sanitarie territoriali». A partire dagli ambulatori dei medici di famiglia, che invece in città pare abbiano difficiltà ad associarsi per fornire ai cittadini un orario di assistenza maggiormente ampio. «Il medico di base - spiega La Marca - deve aver un nuovo ruolo, in Val di Cecina e Val di Cornia esistono già alcuni gruppi di medici associati, mentre a Livorno su 160 medici di famiglia solo 8 hanno deciso di associarsi in una sorta di poliambulatorio, che fornisce assistenza solo a 10mila delle 180 mila persone residenti tra Livorno e Collesalvetti». A confermare la difficoltà di far associare i medici di base è Monica Calamai, la direttrice generale dell'Asl 6 che ieri ha partecipato alla XXX Giornata dei diritti del malato, alla quale è stato presente anche il presidente delle Provincia Kutufà. «L'intenzione dell'Asl - dice Calamai - è quella di promuovere questi ambulatori associati, infatti stiamo portando avanti alcune trattative in questo senso. Ma ricordiamo che si tratta di liberi professionisti stipendiati da Asl, ma non direttamente dipendenti. Come azienda possiamo chiedere ai medici questo tipo di ambulatori, ma certo non obbligare i medici». La dottoressa Calamai, nel rispondere alle domande dei presenti chiarisce come nel percorso di riorganizzazione della sanità i servizi territoriali siano un tassello fondamentale: «La prossima settimana apriremo i primi 12 posti di ospedale di comunità qui a Livorno, poi entro fine gennaio amplieremo quello di Cecina e faremo ex novo anche quello di Piombino. Infine per l'estate attiveremo l'ospedale di comunità anche all'Elba. Naturalmente queste strutture avranno anche i posti letto destinati all'hospice». Quanto alle perplessità di alcuni intervenuti sulla nomina dei 13 "super primari" a guidare altrettaneti Dipartimenti aziendali Calamai assicura: «È un progeto che ci fa risparmiare e rende omogenee le prestazioni sanitarie in tutta la provincia. Prima c'era un responsabile di ogni area in ogni presidio, adesso con 13 responsabili totali si recupera la marea di retribuzioni montanti presenti in passato».
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