Gioco
Uova terroriste i carabinieri indagano Cardinali ci ride sopra
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Sopra, uno degli adesivi con l’uovo; in alto, una banca colpita2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Sono i carabinieri ad indagare sulla "frittata" di foto di uova adesive seminate l'altra notte su sedi di sindacati, banche, Confindustria e Pd. Al momento non si conosce l'ipotesi di reato, ma del fatto è stata informata l'autorità giudiziaria. In particolare i carabinieri stanno esaminando i filmati delle banche coinvolte, e si ritiene che possano anche aver raccolto qualche impronta digitale. In ogni caso, questa volta, non ci si è trovati di fronte ad un vero imbrattamento o danneggiamento, visto che gli adesivi, anche se tanti, si staccavano facilmente.
Su chi possano essere gli autori del raid che ha riempito di foto di uova una quindicina di portoni, si pensa, visto che l'azione è stata firmata "Ova Terrorism", che ci si possa ricollegare ad ambienti di sinistra, che in questo modo hanno voluto mettere alla berlina le dure critiche espresse a suo tempo quando, in una manifestazione nel centro cittadino, volarono uova vere contro Cisl e Confindustria. E sui fatti è stato raccolto anche il divertito commento (e altrimenti non poteva essere) di Mario Cardinali. Il direttore del Vernacoliere, che a suo tempo ha scritto un editoriale sulla "Violenza del pomodoro", non si fa pregare: «Hanno tirato uova in foto anziché vere? Anche questo è un segno della crisi, si vede proprio che quelle vere costano troppo e che anche la protesta sociale deve farne a meno».
Cardinali non risparmia a sua volta i destinatari della "frittata fotografica": «Per forza si sono arrabbiati: anziché delle uova volevano delle bistecche - prosegue il direttore del mensile satirico - visto che molti di loro sono ben sistemati sui loro scranni». Dopo i suoi commenti senza peli sulla lingua, Cardinali poi parla della forma di protesta: «E' stata sicuramente un'idea davvero intelligente, chiunque l'abbia avuta: ha avuto grande risonanza e oltretutto - ironizza - non ha fatto nemmeno faticare polizia e carabinieri quando hanno dovuto strappare le foto delle uova». Su quale possa essere la sponda dove ha avuto origine questa forma di protesta, Cardinali ha pochi dubbi: «Penso proprio che siano persone della sinistra contestatrice, visto dove hanno attaccato le uova - conclude il direttore del Vernacoliere - certo che sembra proprio una beffa di quelle tipiche dei livornesi».
Su chi possano essere gli autori del raid che ha riempito di foto di uova una quindicina di portoni, si pensa, visto che l'azione è stata firmata "Ova Terrorism", che ci si possa ricollegare ad ambienti di sinistra, che in questo modo hanno voluto mettere alla berlina le dure critiche espresse a suo tempo quando, in una manifestazione nel centro cittadino, volarono uova vere contro Cisl e Confindustria. E sui fatti è stato raccolto anche il divertito commento (e altrimenti non poteva essere) di Mario Cardinali. Il direttore del Vernacoliere, che a suo tempo ha scritto un editoriale sulla "Violenza del pomodoro", non si fa pregare: «Hanno tirato uova in foto anziché vere? Anche questo è un segno della crisi, si vede proprio che quelle vere costano troppo e che anche la protesta sociale deve farne a meno».
Cardinali non risparmia a sua volta i destinatari della "frittata fotografica": «Per forza si sono arrabbiati: anziché delle uova volevano delle bistecche - prosegue il direttore del mensile satirico - visto che molti di loro sono ben sistemati sui loro scranni». Dopo i suoi commenti senza peli sulla lingua, Cardinali poi parla della forma di protesta: «E' stata sicuramente un'idea davvero intelligente, chiunque l'abbia avuta: ha avuto grande risonanza e oltretutto - ironizza - non ha fatto nemmeno faticare polizia e carabinieri quando hanno dovuto strappare le foto delle uova». Su quale possa essere la sponda dove ha avuto origine questa forma di protesta, Cardinali ha pochi dubbi: «Penso proprio che siano persone della sinistra contestatrice, visto dove hanno attaccato le uova - conclude il direttore del Vernacoliere - certo che sembra proprio una beffa di quelle tipiche dei livornesi».
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