Gioco
L'economia riparte solo a metà
Juna Goti
Irpet: l'export traina la ripresina ma non cessa l'emorragia di posti di lavoro
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LIVORNO. L'economia livornese prova a ripartire, ma di attori a bordo ce ne sono sempre meno. Detto in altri termini: mentre la produzione (dopo due anni di crisi nera) sale più che nel resto della Toscana, i posti di lavoro continuano a scendere. È quel che salta fuori dall'indagine firmata dall'Irpet, l'istituto di ricerca regionale. A presentare il dossier di cifre e tabelle ieri mattina a Palazzo Civico sono stati l'economista dell'équipe Irpet, Stefano Casini Benvenuti, e l'assessore comunale allo sviluppo economico Darya Majidi. Il 2009 - dice lo studio - si era chiuso con una caduta del Pil stimabile intorno al 4,2 per cento, mentre il 2010 «ha segnato una fase di ripresa: si è passati da una previsione di modesta crescita del prodotto interno lordo (0,3%) a un dato che ormai si attesta intorno all'1,8% (contro l'1,4% su scala regionale)». Cosa fa da traino a questo mini-balzo in avanti, che comunque è ben lontano dai livelli pre-crisi? Soprattutto l'export, è stato detto: da una parte, alcune partite confortanti sui mercati internazionali hanno coinvolto direttamente produzioni localizzate nel nostro territorio (come quelle petrolifere); dall'altra, beni e servizi tipicamente livornesi (in particolare quelli portuali) hanno tirato un piccolo sospiro di sollievo. Eppure va detto che nel corso di quest'anno la domanda di lavoro ha continuato a scendere: ai duemila posti persi lo scorso anno se ne sono aggiunti altri mille, con una mazzata che complessivamente vale il 3,6 per cento dell'occupazione provinciale: 14 posti sono saltati nell'agricoltura, 147 nell'industria, 192 nelle costruzioni, 252 tra commercio, alberghi e trasporti, 34 nei servizi alle imprese, 327 nei servizi pubblici, 18 nelle attività immobiliari. Livorno ha perso il 4,1% della sua forza lavoro maschile: solo Lucca, in Toscana, ha fatto peggio (con il 4,3%). A sorpresa, invece, le donne hanno fatto registrare un più 2,4 per cento. Come si spiega, allora, la crescita del Pil? Il report dell'Irpet è chiarissimo: le aziende hanno bisogno di recuperare competitività e produttività, e per stare a galla nel mercato stoppano investimenti e assunzioni. Ma c'è un altro dato che salta all'occhio: al di là dei colossi dell'auto e dell'energia, tra le imprese di specializzazione industriale spiccano quelle che producono armi e munizioni (sono 4, con una dimensione media di 110 addetti) e di prodotti da forno (ben 113). Casini Benvenuti chiarisce che per tornare ai livelli di produzione del 2007 occorrerà aspettare fino al 2013. Per recuperare i posti di lavoro anche di più: l'attesa arriverà addirittura al 2015, forse 2016. Con una premessa: nei prossimi anni la capacità di esportare, soprattutto nel settore manifatturiero, sarà cruciale.
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