Il Tirreno

Livorno

Asti: Crocchi pagava le fatture false

Guido Asti
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Guido Asti

L'amministratore spiega il ruolo del direttore nella truffa all'azienda

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 LIVORNO. La girandola di fatture false, le firme per autorizzarne il pagamento, la merce mai consegnata e i lavori mai fatti.  L'attuale ammnistratore unico della Porto di Livorno 2000, Guido Asti, ha proseguito ieri in tribunale la sua deposizione all'udienza per il maxi processo che vede imputati l'ex direttore Bruno Crocchi e altre 25 persone coinvolte nel giro di fatture irregolari. Il processo si svolge davanti al collegio composto dal presidente Gabriella Marinelli, giudici a latere Sandra Lombardi e Beatrice Dani, con la pubblica accusa rappresentata dal pm Massimo Mannucci.  Ieri Asti, dopo l'interrogatorio del pm, ha risposto alle domande della parte civile, l'avvocato Paolo Bassano. Durante la sua deposizione Asti ha iniziato spiegando che l'ex direttore della Porto 2000 aveva il potere di firma sulle fatture, come l'ex presidente Bruno Lenzi. Poi Asti ha rilevato come, esaminando la fatturazione dell'azienda dopo essersi insediato come commissario, sono emerse alcune fatture passate attraverso la trafila normale degli uffici competenti, tutte regolari, e altre invece vistate da Crocchi o da Lenzi, e tra queste se ne sono trovate di false o irregolari.  A questo proposito l'amministratore unico della Porto 2000 ha riferito anche di come queste fatture irregolari erano "divise": Bruno Lenzi aveva vistato e fatto pagare quelle che riguardavano lavori edili mai eseguiti, e Crocchi quelle per le forniture di materiale igienico. In particolare Asti ha ricordato come dal 2003 al 2006 risultarono in bilancio acquisti di materiale di pulizia e carta igienica per oltre 600mila euro complessivi. «Prima per la stessa voce si spendevano circa 8 milioni l'anno - ha precisato Asti - e attualmente spendiamo 12-14mila euro l'anno». Asti ha spiegato che questi documenti contabili venivano emessi col sistema della "fattura immediata", che sostituisce anche la bolla di consegna della merce.  L'amministratore della Porto 2000 ha poi affrontato l'argomento assegni, ricordando che ne vennero denunciati come smarriti più di 200 tratti su varie banche, ricordando che anche per quanto riguarda gli assegni, Crocchi «aveva la firma singola e la utilizzava».  Si è poi parlato dei rilievi mossi dal collegio sindacale alla proposta di bilancio 2006, nella quale emerse una falsa fatturazione attiva verso la Coop Europa per ripianare il bilancio, oltre ad altre fatture attive sospette, come quella alla Silos Livornesi e quella del Parco Azzini.  Oltre a questo Asti ha parlato delle sovrafatturazioni rispetto a varie ditte di fornitori, tra cui Cgm, Parlagreco e Coop Europa, ed ha concluso ricordando la vicenda della fattura emessa dalla sartoria Garzillo che parlava di divise per hostess e invece si trattava di vestiti per lo stesso Crocchi e per il figlio di Lenzi.

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di Redazione web