Il Tirreno

Livorno

PD E LAMBERTI

«Un atto contro la città»

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 LIVORNO. «Quello di Matteoli è un atto politico contro la città». Lo dice il segretario del Pd Filippo Di Rocca. «Il settore portuale grazie al lavoro di Piccini è stato oggetto di una vera progettualità». Di Rocca ricorda che solo pochi giorni fa il ministro aveva detto che avrebbe scelto un nome tra quelli indicati nella terna. «Invece ha dato un pugno a Livorno. Sia chiaro: la città non accetterà un altro commissariamento». «La difesa della dignità della città e delle sue istituzioni spetta innanzitutto a chi è eletto per rappresentarle. Per questo, pur apprezzando e sostenendo con forza l'iniziativa di Roberto Piccini di appellarsi alla giustizia amministrativa, ho ritenuto di presentare una richiesta di comunicazione nel merito delle decisioni del Ministro, per il prossimo Consiglio Comunale di venerdì». Lo dice Gianfranco Lamberti di Confronto per Livorno, sollecitando una decisione delle istituzioni coinvolte. Per Vladimiro Mannocci, direttore di Ancip, «la richiesta di Matteoli è un atto di arroganza politica, uno schiaffo alla legge, alla città e alle sue istituzioni locali e a tutte le componenti sociali che in questi anni nel Comitato Portuale hanno condiviso le scelte del presidente. Piccini ha fatto bene ad impugnare l'atto senza indugio, le cautele in questo caso permettono al Ministro di dettare i tempi e i terreni dell'azione».

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