Il Tirreno

Livorno

DIPENDENTI PREOCCUPATI

«Quei tralicci sono un po' troppo vicini»

Juna Goti
Ecco i tralicci dell’alta tensione
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Ecco i tralicci dell’alta tensione

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 LIVORNO. I cavi dell'Enel per rifornire di energia elettrica il distretto sociosanitario non ci sono, mentre ci sono - a poche decine di metri dalla costruzione - i tralicci dell'alta tensione. Una presenza che suscita qualche preoccupazione tra il personale in servizio nella struttura dell'Asl.  «Siamo circondati dai tralicci dell'energia e dai ripetitori della telefonia mobile - dicono alcuni medici e infermieri - I pazienti quasi non se ne accorgono: arrivano qui, restano poco tempo e poi se ne vanno. Ma noi che lavoriamo praticamente sotto i cavi per sei, anche otto ore al giorno, siamo un po' perplessi».  In effetti sono almeno dieci (sistemati a coppie di due) i tralicci dell'alta tensione che corrono lungo il perimetro del distretto di Salviano, nella via intitolata a Peppino Impastato: i cavi dell'alta tensione costeggiano l'area che ospiterà il nuovo deposito Atl, attraversano la strada che porta agli ambulatori, e si perdono nei campi dietro all'edificio.  «Non vogliamo fare allarmismo - chiariscono gli operatori - ma solo chiedere che vangano fatti i dovuti accertamenti sulla concentrazione di onde nell'area, vista anche la presenza di antenne per i telefonini». Del resto, la questione dell'elettrodotto si trascina da tempo: dieci anni fa, sulla scia delle proteste dei cittadini, Comune ed Enel ipotizzarono l'interramento dei cavi. Ma il progetto si rivelò troppo costoso e non se ne fece di nulla. Ecco perché i tralicci sono sempre lì.

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