Il Tirreno

Livorno

Il distretto Asl malato di burocrazia

Alessandro Guarducci
Il distretto Asl malato di burocrazia

Un contenzioso tra ditte ha bloccato i lavori di costruzione della nuova strada

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LIVORNO. Il nuovo distretto sociosanitario di Salviano, come abbiamo riferito nell'edizione di ieri del nostro giornale, è senza corrente elettrica (l'energia è alimentata da un maxi-generatore) e senza la nuova strada (manca il collegamento tra via di Salviano e via dei Pelaghi). E quel che è peggio, è che resterà così a lungo. Le due grosse carenze sono infatti il frutto di un complicato pasticcio burocratico, che nessuno è stato in grado di risolvere durante gli anni spesi per costruire la struttura (ben sei in più rispetto a quella che erano le previsioni): difficile ipotizzare che si riesca a farlo in tempi brevi adesso. Anche perché in nessuno dei due casi sono stati fatti dei passi avanti rispetto al recente passato.  Cominciamo dalla mancanza di allacciamento alla rete dell'Enel, che ha comportato la necessità di noleggiare un generatore di energia alimentato a gasolio. Per produrre la corrente necessaria a far funzionare il distretto, l'Asl livornese spende così circa 10mila euro al mese, una cifra nettamente superiore a quella che sarebbe fatturata in bolletta dall'Enel. E continuerà a farlo fino a quando non sarà trovata un'intesa per far passare i cavi da un terreno privato. Perché ciò avvenga, almeno secondo quanto si vocifera all'Asl, il Comune dovrebbe portare avanti le procedure di esproprio di quella porzione di terreno interessata dal passaggio degli allacciamenti. Ma ciò richiederebbe molto tempo.  Ecco perché il Comune intende risolvere il problema attraverso un accordo bonario con il proprietario del terreno (che sarebbe già stato raggiunto). Una via d'uscita che però non sembra convincere l'Enel: temendo un successivo contenzioso con il privato, l'azienda che fornisce energia elettrica preferirebbe che fosse il Comune ad assumersi direttamente la responsabilità dell'intera operazione. E allora siamo punto e a capo. Con il rumoroso generatore che continua a bruciare gasolio e soldi pubblici.  Neppure per la nuova strada di collegamento si intravede una via d'usicta, almeno in tempi brevi. La bretella via di Levante - via dei Pelaghi rientra infatti nelle opere di urbanizzazione di Salviano 2, la grande operazione residenziale che sta per essere completate da un pool di imprese guidata dalla Edilporto. Proprio quest'ultima cooperativa avrebbe già assegnato da tempo i lavori di realizzazione della nuova strada alla società Bellabarba, che però a sua volta lamenterebbe il mancato rispetto di alcuni accordi precedenti. Questo ha comportato l'interruzione dei lavori e oggi la bretella si trova in condizioni di totale abbandono: la recinzione è stata rimossa e chiunque può entrare nel cantiere, con il serio rischio di farsi del male visto che lungo la carreggiata ci sono avvallamenti, tondini di ferro e soprattutto tombini aperti. Così proprio non va.

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