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Il Comune ricorre al Consiglio di Stato «Così terna valida»
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Matteoli 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Non un ricorso al Tar, ma un ricorso al Consiglio di Stato. Più efficace perchè, in caso di successo, dice il sindaco, «renderebbe la terna valida a tutti gli effetti». Il Comune ha deciso di resistere. Si opporrà alla bocciatura della terna per l'Autorità Portuale con un'azione che sarà definita nei prossimi giorni. «Ci sarà un ricorso per ristabilire la norma, probabilmente al Consiglio di Stato. Perchè gli atti di alta amministrazione sono soggetti alla legge 241, in base alla quale un atto non può essere compiuto senza una motivazione. Perdipiù nel nostro caso l'assenza di motivazione è dovuta ad una mancanza di leale collaborazione istituzionale fra enti su materie concorrenti. La collaborazione non c'è stata perchè la nota del ministro ci è arrivata alle 19.58 dell'ultimo giorno utile». In caso di vittoria al Consiglio di Stato, dice Cosimi, «la terna sarebbe valida a tutti gli effetti. Questa è la nostra linea». E se qualcosa dovesse andare storto? «Ci prodigheremo perchè venga scelto un personaggio di assoluto valore: ho detto, scherzando, un manager del porto di Rotterdam, ma il senso è quello. Un presidente con il quale non si potranno fare gli accordicchi a cena su questa o quella banchina». In Comune sembrano decisi a insistere su Piccini for president. «Auspico che vi sia un'azione congiunta fra le istituzioni - aggiunge l'assessore Bruno Picchi - L'atto del ministro è irricevibile e blocca i progetti sul porto. Un esempio? La variante anticipatrice del piano regolatore, pronta e che in caso di commissariamento subirà inevitabilmente ritardi». (c.m.)
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