Gioco
È morto il re delle gelaterie
Anna Cecchini
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A fianco Saltarelli con un gruppo di bambini Saharawi, mentre sulla sinistra in alto il re dei gelatai al banco del negozio con la moglie Giancarlo Saltarelli stroncato a 74 anni da un infarto
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LIVORNO. Il suo gelato alla panna se lo ricordano intere generazioni di livornesi, che quando pensano a quel gusto unico sorridono di soddisfazione: «buono così non lo trovi da nessuna parte». Giancarlo Saltarelli, dagli anni Settanta titolare della Gelateria popolare, è morto nella notte tra martedì e mercoledì. Lo ha stroncato un infarto, arrivato improvviso mentre era a casa con la moglie Maria. Aveva chiuso da poco la Gelateria popolare 2, quella in via Carlo Meyer, di cui la famiglia è proprietaria dal 2005. In città Saltarelli lo conoscono tutti, è stato uno dei primi gelatai di Livorno. Classe 1936, negli anni Settanta aveva cominciato a preparare gelato nel laboratorio del suocero, Vittorio Nuzzi. Lì, in piazza della Repubblica, è nata la Gelateria popolare, la creatura di Giancarlo Saltarelli. Lui, per quasi quarant'anni, ha passato le sue giornate tra laboratorio e bancone, perché preparare gelato per allietare i suoi clienti è sempre stata la sua grande passione. Per anni era stato anche rappresentante del Comitato gelatieri toscani. «Anche adesso che aveva più di sett'antanni - racconta il figlio Luca - il gelato lo faceva sempre lui. Alle otto del mattino era già in bottega e si metteva in laboratorio, per preparare il gelato e sistemare il banco, in maniera che tutto fosse pronto per la vendita del pomeriggio». Poi Giancarlo, un uomo dalla faccia sorridente, di quelli che a guardarlo trasmetteva ottimismo e fiducia del futuro, se ne andava a casa. Adesso abitava con la moglie in via Bernardina. I figli sono sposati: la più grande, Sandra, è la moglie del titolare del ristorante Oscar, mentre il secondogenito Luca lavora nella gelateria di famiglia. Giancarlo Saltarelli è diventato il re del gelato con il negozio in piazza della Repubblica: per oltre trent'anni per i livornesi è stato impossibile passare di lì senza arrendersi alla tentazione di gustare quelle prelibatezze uniche preparate dal mago del gelato. E non è andata diversamente neppure dopo, quando nel 2002 Giancarlo ha venduto la bottega in piazza della Repubblica per trasferire l'attivtà in via Meyer. È nata la Gelateria popolare 2, e anche lì i cittadini hanno fatto le file pur di non rinunciare a quell'esperienza così unica di assaporare i gusti creati dalla maestria di Giancarlo. «Ha inventato gusti che tutti conoscono - dic eancora il figlio - come la pinolata popolare e la fanatsia popolare, a base di stracciatella, nocciole tostate e caramello. Ancora oggi continuava a sperimentare, per provare a inventare gelati sempre più buoni». Ma i suoi gusti preferiti, da buon purista, erano la crema e la nocciola, i sapori di un tempo. Il mago del gelato è morto nella notte tra martedì e mercoledì. Dopo aver cenato in casa ha detto alla moglie di avere un forte dolore al petto. Lei ha avvertito il figlio Luca, che ha contattato l'emergenza sanitaria e quando è arrivato a casa dei genitori ha trovato il padre accasciato a terra. L'ambulanza ha trasportato Giancarlo al pronto soccorso, ma, nonostante il personale sanitario abbia provato a rianimarlo a lungo, il suo cuore ha smesso di battere. Il corpo di Saltarelli è esposto da ieri alla camera mortuaria dell'ospedale. La notizia della sua scomparsa ha fatto velocemente il giro della città e in molti ieri hanno voluto dare l'ultimo saluto al re dei gelatai. Anche perché Saltarelli lo ricordano tutti con grande gioia. «Era davvero un uomo unico, un giusto tra i giusti», dice Romano Nelli, un amico di famiglia. «Era un uomo generoso, - ricorda il figlio - non si arrabbiava mai e anzi riusciva atranquillizzare gli altri e li aiutava nel momento del bisogno». Con il suo gelato Giancarlo ha allietato centinaia di bambini, non solo quelli della città. Sponsorizzava da tempo la "Giornata per la ricerca pediatrica contro il cancro", che quest'anno c'è stata il 5 giugno, e poi sponsorizzava una miride di manifestazioni sportive. «Perché gli piacevano tutti gli sport - dice ancora Nelli -. Era un tifoso matto del Livorno, e poi un patito dell'Inter». Dal 2000, inoltre, il re del gelato aveva avviato una collaborazione con i comitati e le associazioni che ospitano durante i periodi estivi i bambini del Saharawi. «Quando venivano questi gruppi di bambini in città per fare anche alcune visite mediche - dice il figlio - mio padre dava sempre una mano, magari regalando forniture di gelato per tutti o torte gelato se c'era un compleanno». Ma Saltarelli aveva anche un'altra passione, oltre la sua famiglia e i gelati: le scommesse dei cavalli. «Gli sono sempre piaciute le corse - conclude sorridendo il figlio - andava al Caprilli, ma anche in giro per altri ippodromi d'Italia. Era un grande scommettitore».
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