Il Tirreno

Livorno

Sfratti, protesta con i bambini in Comune

Roberto Riu
Sfratti, protesta con i bambini in Comune

Unione Inquilini: «Tra pochi giorni queste famiglie saranno fuori di casa»

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 LIVORNO. «Fra meno di una settimana saremo fuori casa»: questo è solo una delle drammatiche situazioni espresse ieri mattina nella sala postconsiliare del Comune dove, dinanzi all'assessore al sociale Gabriele Cantù, ha dimostrato un gruppo di una ventina di persone con sfratto esecutivo esponendo cartelli con scritte del tipo: "Perdi il lavoro, perdi la casa". Accompagnate da Daria Faggi dell'Unione Inquilini, a protestare erano svariate famiglie, alcune di origine extracomunitaria, molte di giovani con bambini piccoli, che dovranno entro pochi giorni lasciare l'appartamento, in gran parte per problemi di morosità a causa di cassa integrazione, disoccupazione e malattie, mentre sono assai meno gli sfratti per finita locazione.  L'assessore, nel convenire sulla gravità della situazione, ha prospettato la possibilità del Comune di acquisire una caserma dismessa per adibirla ad abitazione, soluzione che però richiede tempo. Cantù ha d'altronde ammesso che, mentre sino a qualche tempo fa si riusciva almeno a "tamponare" cinque o sei situazioni fra le tante che si presentano periodicamente, circa settanta a bimestre, ora le cose si fanno sempre più difficili. Nell'immediato l'assessore ha comunque assicurato che avrebbe provveduto per sistemare adeguatamente i bambini piccoli cercando di non separarli dalle proprie mamme, mentre nel pomeriggio avrebbe portato in giunta comunale un documento rivolto ad affrontare la questione dell'emergenza sfratti.

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