Lutto
In aula per omicidio, si addormenta
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Lincidente sugli scali della Dogana dAcqua Prima udienza del processo al giovane che rubò un bus e travolse un meccanico
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LIVORNO. Giampaolo Poletto dovrà partecipare al processo nel quale è imputato per la morte del meccanico livornese Enrico Raffaelli, 46 anni, ucciso il 25 agosto del 2009 dal pullman che il trentottenne rosignanese rubò dal deposito Atl di Rosignano. Il tribunale ha respinto infatti la richiesta di perizia avanzata dalla difesa che sosteneva come Poletto, attualmente custodito nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, non fosse in grado di prendere parte al processo a suo carico. Il tribunale ha però accettato di sottoporlo ad una perizia per stabilire la sua pericolosità sociale o meno. Ieri Giampaolo Poletto è ricomparso in pubblico per la prima volta dopo quella tragica mattina, quando alla guida del pullman, si scontrò sugli scali della Dogana d'Acqua con un camper che investì e schiacciò contro il muro Raffelli che stava lavorando al veicolo, uccidendolo praticamente sul colpo. L'uomo, che al momento dei fatti era in cura da tempo ai servizi psichiatrici Asl, è stato scortato in aula dagli agenti della polizia penitenziaria. Poletto, vestito con un paio di jeans e un giaccone nero, i capelli radi e corti e un paio di occhiali da miope sul volto, è sembrato completamente assente. Camminando con estrema lentezza ha preso posto accanto al suo difensore, avvocato Donatella Di Dio, con la quale ha scambiato solo qualche parola, e in pratica si estraniato da tutto, arrivando al punto di mettersi il cappuccio in testa, rannicchiarsi sul tavolo con la faccia tra le mani ed assopirsi. Ieri, prima udienza del processo davanti al giudice Antonio Del Forno, con la pubblica accusa rappresentata dal pm Fiorenza Marrara e le parti civili affidate agli avvocati Fabio Ercolini per la moglie e il figlio di Raffaelli e Claudio Stolfi per la figlia, i genitori e gli altri parenti del meccanico ucciso. L'avvocato Andrea Poli rappresenta invece le assicurazioni Milano, responsabile civile. Ieri l'avvocato Di Dio ha cheisto una nuova perizia sull'imputato, ritenendolo non in grado di partecipare la processo, dopo che a suo tempo la perizia chiesta dalla procura attraverso la dottoressa Armani ne aveva stabilito le gravi patologie psichiatriche e l'incompatibilità con il carcere. Il tribunale ha respinto la richiesta, alla luce del fatto che Poletto ha preso parte all'udienza di convalida e a quella preliminare. Allo stesso tempo però ha stabilito una nuova perizia sulla sua pericolosità sociale che verrà affidata al dottor Malotti. Il processo riprenderà il prossimo primo marzo.
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