Gioco
Il caso del dipendente del Demanio licenziato dopo un infortunio sul lavoro e accusato di truffa insieme al suo dottore
Processo per assenteismo, parata di medici
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Unaula del tribunale di Livorno Molti nomi noti, tra cui Lepori, Vannucci e Spinelli, hanno deposto sui problemi dell'imputato
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LIVORNO. Parata di medici sul banco dei testimoni al processo contro un ex dipendente del Demanio, Maurizio Ulacco, e del suo medico curante, Gerardo Tiso, accusati rispettivamente di truffa e di falso per le lunghe assenze dal lavoro che portarono al licenziamento del funzionario del Demanio. La vicenda parte dal novembre 2005, quando Ulacco, che stava spostandosi per lavoro, cadde in strada e si fece male. Da lì iniziò una serie di interventi chirurgici, alla fine dei quali il funzionario inviò una lunga serie di certificati medici fino a quando, nel settembre 2007, Ulacco venne licenziato. Il processo si svolgeo davanti al giudice Sandra Lombardi. Ieri l'udienza con il pm Massimo Mannucci e gli avvocati difensori Vito Donati e valerio Misiti per Ulacco, e Giovanni Alari e Gian Luca Zingoni per Tirso. Ieri sono stati sentiti alcuni testimoni della difesa, tutti medici che hanno avuto a che fare con il caso. Si è partiti col dottor Roberto Chiarini, che ha spiegato come l'infortunio non sia stato gestito in maniera corretta dall'Inail, che dapprima non ha riconosciuto il problema al ginocchio accusato da Ulacco come conseguenza della caduta. Poi è stata la volta della dottorezza Musetti, la psichiatra che ha curato Ulacco per la depressione nella quale è caduto dopo il licenziamento, diagnosticata anche dal dottor Tirso. Hanno parlato poi il dottor Claudio Vannucci, l'ortopedico che operò Ulacco al ginocchio, il neurochirurgo Paolo Lepori, che lo visitò per alcuni problemi neurologici, l'ortopedico Mario Spinelli e i medici Inail Andrea Luschi e Alberto Suzzi che visitarono Ulazzo nel corso dei controlli disposti dall'ente. Il processo è stato rinviato al prossimo 28 febbraio.
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