Italia
Porto: il ministro esclude Piccini
Cristiano Meoni
◗
Il ministro Matteoli in porto. Con lui si notano Cosimi, Kutufà, Piccini e Riccardo Conti «Serve un ricambio, datemi una nuova terna di candidati»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ha aspettato l'ultimo giorno utile. Poi, dopo un franco colloquio telefonico con il presidente della Regione Enrico Rossi, ha vergato la sua sentenza. Il ministro dei trasporti Altero Matteoli ha respinto la terna dei candidati per l'Autorità Portuale. Ma, soprattutto, ha respinto Roberto Piccini, il presidente uscente ricandidato dagli enti locali livornesi. Lasciando intendere che lui, il ministro, è disponibile a un'intesa su qualsiasi nominativo a patto che non sia quello di Piccini. Una parola forse decisiva per il presidente uscente - il cui mandato, scaduto ieri, è prorogato per legge fino al 18 gennaio - a meno che non cada il governo o cambi il ministro. E allora i giochi per Piccini si potrebbero riaprire. La lettera firmata dal ministro è partita ieri pomeriggio, dopo che in mattinata Matteoli e Rossi avevano constatato l'impossibilità di trovare un accordo sui candidati della terna. Matteoli, «preso atto dei curricula degli interessati» e «valutata l'opportunità di procedere a una rotazione degli incarichi», ha chiesto una seconda terna entro 30 giorni, come previsto dalla legge. Richiamandosi al «principio di leale collaborazione istituzionale», ossia chiedendo agli enti di non riproporre gli stessi nominativi. Non sono esplicitate, nella lettera, le motivazioni per cui sono stati esclusi Roberto Piccini, Roberto Nardi e Piero Nocchi, c'è solo la sottolineatura dell'esigenza di un ricambio e dunque di una questione anzitutto politica. La legge afferma che una seconda terna può essere richiesta solo «con atto motivato». Volendo, gli enti livornesi potrebbero resistere alla richiesta del ministro. Ma un ricorso al Tar, bloccando la procedura di nomina, avvicinerebbe lo spettro del commissariamento. Perchè - senza un accordo sul nome del presidente - il 17 gennaio, un giorno prima della scadenza definitiva di Piccini, il ministro sarà obbligato a nominare un commissario. E lo deciderà da solo, senza l'apporto degli enti livornesi nè della Regione. Dunque, se da una parte l'esclusione dei tre candidati è ritenuta quantomeno contestabile, dall'altra c'è grande cautela sul da farsi. La sensazione è che il sindaco, il presidente della Provincia e il governatore Rossi attendano di capire che fine faranno il governo e il ministro prima di fare la contromossa. Se Matteoli resterà al suo posto, probabilmente si adegueranno alla richiesta del ministro di avere una nuova terna entro il 7 gennaio. Una terna con dentro il nome buono. Quello del prossimo presidente del porto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
