Gioco
«Modì gettò le teste nei fossi di Livorno»
Luciano Donzella
Le rivelazioni dello storico d'arte livornese Franco Sumberaz: «Da ragazzo me lo svelarono alcuni pittori livornesi, oggi tutti scomparsi»
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LIVORNO. Le teste di Modigliani? Nei fossi livornesi ci sono state, ma quando le hanno cercate non c'erano più. E inoltre hanno sbagliato zona. Lo dice Franco Sumberaz, artista livornese di fama internazionale e professore di storia dell'Arte. Dal ritrovamento delle false teste di Modì è passato un quarto di secolo ma il ricordo a Livorno è ancora vivo.
Professor Sumberaz, come andarono le cose?
«Negli anni Cinquanta ero poco più che un ragazzino e un giorno andai a mostrare alcuni acquarelli a un gruppetto di pittori livornesi, vecchi Maestri oggi tutti scomparsi. Appoggiati a una spalletta dei Fossi c'erano Romiti, Natali, Michelozzi e il fotografo Miniati. Parlavano di una vecchia storia, di quando nel 1909 Modigliani di ritorno da Parigi mostrò proprio a loro le teste scolpite. "Ti ricordi - disse uno - di quando Dedo (Modigliani ndr.) arrivò tutto trionfante e tirò fuori da un sacco le teste scolpite". "O cos'è quel troiaio, è questa l'arte che fate a Parigi?" gli si disse per prenderlo in giro. Lui si incavolò di brutto e le buttò tutte nei Fossi". Poi indicarono il punto preciso: all'angolo con piazza Cavour, dove sorgeva il Bardi, il Caffè degli artisti».
Scusi, professore, ma perché non raccontò questa storia 25 anni fa, al momento delle ricerche?
«Lo feci, mentre setacciavano la zona davanti al mercato indicai all'allora assessore Frontera e allo staff di ricercatori il luogo esatto, almeno secondo il racconto, ma nessuno mi ascoltò».
E dopo, al momento della beffa?
«Quando furono ritrovate le false teste io ero a Parigi per una mostra. Rientrai che le cose si erano già calmate, non avevo intenzione di riaprire il caso, di infilarmi in quel ginepraio dove si erano scottati fior di storici dell'arte, a partire da Argan. E non avevo nessuna voglia di rivalsa».
Quindi secondo lei le teste sono ancora lì?
«Macchè. I Fossi sono tutti lastricati e fatti a chiglia di nave, il che fa sì che gli oggetti vadano verso il centro. E proprio il centro del Fosso per molti anni prima e dopo la guerra è stato ripulito da una draga. Quello che c'era è stato portato al largo, chissà dove, e scaricato. Oggi direi che le teste di Modì, se non sono andate in pezzi, sono ancora là, in mezzo al mare, fra le alghe e i pesci».
Professor Sumberaz, come andarono le cose?
«Negli anni Cinquanta ero poco più che un ragazzino e un giorno andai a mostrare alcuni acquarelli a un gruppetto di pittori livornesi, vecchi Maestri oggi tutti scomparsi. Appoggiati a una spalletta dei Fossi c'erano Romiti, Natali, Michelozzi e il fotografo Miniati. Parlavano di una vecchia storia, di quando nel 1909 Modigliani di ritorno da Parigi mostrò proprio a loro le teste scolpite. "Ti ricordi - disse uno - di quando Dedo (Modigliani ndr.) arrivò tutto trionfante e tirò fuori da un sacco le teste scolpite". "O cos'è quel troiaio, è questa l'arte che fate a Parigi?" gli si disse per prenderlo in giro. Lui si incavolò di brutto e le buttò tutte nei Fossi". Poi indicarono il punto preciso: all'angolo con piazza Cavour, dove sorgeva il Bardi, il Caffè degli artisti».
Scusi, professore, ma perché non raccontò questa storia 25 anni fa, al momento delle ricerche?
«Lo feci, mentre setacciavano la zona davanti al mercato indicai all'allora assessore Frontera e allo staff di ricercatori il luogo esatto, almeno secondo il racconto, ma nessuno mi ascoltò».
E dopo, al momento della beffa?
«Quando furono ritrovate le false teste io ero a Parigi per una mostra. Rientrai che le cose si erano già calmate, non avevo intenzione di riaprire il caso, di infilarmi in quel ginepraio dove si erano scottati fior di storici dell'arte, a partire da Argan. E non avevo nessuna voglia di rivalsa».
Quindi secondo lei le teste sono ancora lì?
«Macchè. I Fossi sono tutti lastricati e fatti a chiglia di nave, il che fa sì che gli oggetti vadano verso il centro. E proprio il centro del Fosso per molti anni prima e dopo la guerra è stato ripulito da una draga. Quello che c'era è stato portato al largo, chissà dove, e scaricato. Oggi direi che le teste di Modì, se non sono andate in pezzi, sono ancora là, in mezzo al mare, fra le alghe e i pesci».
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